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Bancarotta Bcc Cosenza, 28 indagati. La procura chiude l’inchiesta. Nomi e accuse

Bancarotta Bcc Cosenza, 28 indagati. La procura chiude l’inchiesta. Nomi e accuse

Bancarotta Bcc Cosenza, 28 indagati. La procura chiude l’inchiesta. Nomi e accuse. I fatti risalgono al 2014.

Nuova inchiesta sul fallimento della Bcc Cosenza. E nel registro degli indagati finisce di nuovo Ettore Giacinto Caroselli, assolto in un recente processo per bancarotta fraudolenta relativa sempre alla banca in questione. Stavolta le persone finite sotto la lente d’ingrandimento della procura di Cosenza sono ventotto. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo Mario Spagnuolo e dal pubblico ministero Margherita Saccà. Nella giornata odierna l’avviso di conclusioni delle indagini preliminari. Ecco nel dettaglio i particolari dell’inchiesta.

Bancarotta Bcc Cosenza, nuove accuse

Nell’inchiesta figurano i nomi di Rinaldo Talarico, Ettore Giacinto Caroselli, Filippo Fera, Giancarlo Tosto, Franchino De Rango, Serafino Grandinetti, Carlo Ponte, Santo Naccarato, Francesco Perugini, Pietro Fiore, Fernando Antonio Allevato, Ubaldo Lepera, Gianfranco Scarpelli, Francesco Basile, Francesco Greco, Francesco Capocasale, Ennio Pantuso, Luigi Cavallo, Francesco Tancredi, Giampaolo Miniaci, Eugenio Spagnuolo, Piero Maccarone, Ruggiero Di Leo, Filiberto Viafora, Franco Grandinetti, Giuseppe Tocci, Nunzio Guglielmi, Eugenio Gallo. 

Secondo la procura di Cosenza, Caroselli, in qualità di presidente del collegio di amministrazione della Banca di Cosenza Credito Cooperativo – Società Cooperativa di Cosenza, prima in liquidazione coatta amministrativa e poi dichiarata in stato di insolvenza nel 2014, così come Tosto, Basile, Cavallo, De Rango, Serafino Grandinati, Greco, Miniaci, Ponte, Scarpelli e Tancredi quali consiglieri di amministrazione della Bcc di Cosenza, Viafora nella qualità di presidente del collegio sindacale, Franco Grandinetti e Tocci in qualità di sindaco effettivo e Gallo in qualità di direttore generale della Bcc di Cosenza, avrebbero dissipato e distratto il patrimonio dell’istituto di credito per un importo pari a 250mila euro.

Quel mutuo da non concedere

Per gli inquirenti, il collegio sindacale, esprimendo parere favorevole alla proposta di delibera del Cda avrebbe violato la normativa che impediva questa condotta, concedendo un mutuo ipotecario con scadenza a 216 mesi a una società di rivendita di auto di Cosenza nonostante il parere negativo dell’ufficio fidi che aveva evidenziato il rischio alto nella procedura “Crif” con presenza di insolvenze ed effetti protestati, senza alcuna motivazione valida per superare il parere dell’ufficio fidi. Debito, come si evince dal capo d’accusa, posto in sofferenza nel 2011. Tutto questo avrebbe causato un danno patrimoniale di rilevante gravità alla banca con un passivo accertato di quasi 23milioni di euro. Il pool di avvocati è composto tra gli altri da Maurizio Nucci, Marcello Manna, Guido Siciliano, Ubaldo e Marlon Lepera e Nicola Carratelli, Angelo Nicotera. (a. a.)

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