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Dai giochi erotici al sesso a pagamento, la terribile storia della donna di Corigliano Rossano

Dai giochi erotici al sesso a pagamento, la terribile storia della donna di Corigliano Rossano. Ecco le carte dell’inchiesta, coordinata dalla procura di Castrovillari.

E’ una storia terribile, quella che racconta la donna vittima di una violenza sessuale di gruppo a Corigliano Rossano. Una storia che va oltre l’aspetto sessuale che, inizialmente, era sfociato in trasgressione e passione con l’amante, Pierluigi Gallo, conosciuto nel 2003 ma con il quale aveva instaurato una relazione sentimentale extraconiugale dal 2009. Amore e passione, ma soprattutto richieste fatte dall’uomo alla donna che andavano oltre il rapporto di coppia. Dal BSDM, gioco erotico in cui l’uomo è il padrone e la donna diventa la sua schiava, al rapporto a tre, con la vittima a soddisfare le voglie sessuali del compagno e del cugino di lui, Sergio Gallo. Poi molto di più, soprusi e sevizie. Tanto che al rifiuto di fare sesso con più uomini nello stesso momento, la donna subiva ingiurie, calci e pugni.

Dai giochi erotici al sesso a pagamento

Per l’uomo di Corigliano Rossano, la vittima, una ragazza di origini albanese, non era la “sua” donna, ma un giocattolo che poteva manipolare a piacimento, secondo le voglie del momento. Così la donna, indifesa e impaurita delle conseguenze che avrebbero potuto avere quei “no”, dopo tanto tempo acconsente ad avere rapporti sessuali con più uomini in contemporanea. Ma scopre, a leggere dalla denuncia presentata ai poliziotti del commissariato di polizia di Corigliano Rossano, che quelle prestazioni sessuali in realtà erano a pagamento, a sua insaputa.

Con l’uomo con cui tutto iniziò, la situazione diventò pericolosa. Lui pretendeva mille euro al mese, e se la donna non avesse avuto la capacità di portarli, avrebbe inviato i filmati hard al marito o li avrebbe postati su Facebook. La donna, purtroppo, non sa come uscire da questo tunnel di perversione e soprusi e chiede i soldi alla sua famiglia, fingendo di essere stata colpita da una malattia grave. La donna, però, scappa a Roma, dove si fa curare per i lividi subiti, in quanto aveva sintomi di spossatezza e dolori alle braccia e alle gambe. Sale nella Capitale per una visita specialistica, ma il suo presunto aguzzino non la lascia stare neanche lì, pretendendo che lei si prostituisse anche a Roma, a casa dei suoi genitori.

Violenze nell’ano e non solo

La vicenda peggiora sensibilmente quando Pierluigi Gallo, nella casa situata nella zona industriale di Corigliano Rossano, mette in piedi un set cinematografico dove la donna era costretta a fare delle orge, indossando abiti sadomaso, con cinque-sei o addirittura «venticinque uomini per volta» come dichiara agli investigatori. Qui la donna, tuttavia, capisce anche che l’uomo coltivava anche marijuana. Una scoperta che la porta a rimanere un mese a letto dopo le botte dategli dal presunto violentatore ed estorsore. Le tariffe? Trenta euro per fare sesso orale «fino ad arrivare a cifre elevate delle quali non ho mai sentito di preciso il prezzo, ma che venivano pagate per fare sesso estremo con più uomini contemporaneamente che mi sodomizzavano infilandomi le mani nell’ano o anche altri oggetti». 

Il racconto della donna si fa sempre più drammatico, allorquando afferma di aver sposato nel 2015 il suo attuale marito. «Anche in questa occasione ho dovuto subire l’imposizione» del principale indagato «di essere invitato al matrimonio» aggiunge la donna. «Essendo un amico di famiglia non ho avuto difficoltà ad invitarlo ma anche in questa occasione, nei momenti in cui mi si avvicinava, mi minacciava che se non avessi continuati a soddisfare le sue richieste e quelle dei suoi amici mi avrebbe fatto diventare vedova».

I soldi dati agli indagati

Rapporti sessuali a pagamento, dunque, imponendo alla donna di fare tutto e di più. Ricevere nell’ano le mani, bottiglie ed altri oggetti, da usare anche nella vagina, cosa che ha fortemente inorridito il gip di Castrovillari, Luca Colitta, firmatario dell’ordinanza di custodia cautelare, nella quale si ritiene abbondantemente raggiunta la soglia dei gravi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati agli indagati, tutti residenti a Corigliano Rossano.

Lei, inoltre, agli agenti di polizia ha calcolato di aver dato ai cinque indagati – oltre Pierluigi Gallo e Sergio Gallo, sono coinvolti anche William Oranges, Gianni Montalto e Salvatore Bruno – quasi 50mila euro in dieci anni. A conferma di ciò, il giudice cautelare acquisisce e valorizza le dichiarazioni del marito della donna che nel spiegare in cosa consiste la sua attività commerciale, ha specificato di guadagnare da 50 e 200 euro al giorno, compatibile con le cifre enunciate dalla vittima e consegnate, a suo dire, agli indagati. (Antonio Alizzi)

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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