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Calabria Verde, Mariggiò contro la procura di Catanzaro: «Indagini scorrette»

Il commissario straordinario di Calabria Verde critica il modus operandi della procura di Catanzaro e annuncia che si dimetterà tra pochi mesi.

Il commissario straordinario di Calabria Verde, il generale dei carabinieri Aloisio Mariggiò ha inviato una lettera, anticipata dal Quotidiano del Sud, al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, contestando il modus operandi del suo ufficio, a partire dalla Guardia di Finanza fino ad arrivare agli inquirenti che si sono occupati delle inchieste su Calabria Verde. La missiva, indirizzata per conoscenza anche al presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio e al procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, contiene riferimenti di indagini sul suo conto e colloqui riservati con alcuni indagati della vicenda in questione, oltre che di una dichiarazione resa dallo stesso Gratteri agli studenti di un liceo scientifico di Catanzaro. Parole, quelle del procuratore capo di Catanzaro, che suonano come un campanello d’allarme per la ‘ndrangheta, la massoneria deviata e non e infine per i dirigenti della pubblica amministrazione.

Mariggiò indagato dalla procura di Catanzaro

L’ira funesta del generale Mariggiò si scatena il 26 settembre scorso, quando la polizia giudiziaria della procura di Catanzaro gli notifica un avviso della conclusione delle indagini preliminari riguardo al caso del distaccamento presso la sede della provincia di Cosenza dell’ex consigliere regionale Franco La Rupa (anch’esso indagato), nonché ex sindaco di Amantea che, secondo la procura di Catanzaro, sarebbe dovuto rimanere nella sede della Regione Calabria, come previsto dall’articolo 2 della legge regionale 14/2015. 

Gli incontri tra Furgiuele e Mariggiò

Prima ancora che arrivasse l’avviso di chiusura delle indagini su uno dei filoni d’inchiesta relativi a “Calabria Verde”, Mariggiò aveva inviato due note alla procura di Catanzaro. Nella seconda, secondo quanto si legge nella lettera inviata a Nicola Gratteri, si fa riferimento al fatto che «sono tre anni che la polizia giudiziaria acquisisce, valuta, fa supposizioni sulle attività di gestione di Calabria Verde. Un’attività di polizia giudiziaria – scrive il commissario straordinario – a mio avviso, non sempre lineare. Ad esempio, il dottor Furgiuele, in questi giorni» ovvero intorno al 12 settembre scorso «da me ricevuto si è lasciato andare, riferendomi di aver più volte avuto, durante il periodo di detenzione agli arresti domiciliari e anche dopo la scarcerazione, incontri con operatori di polizia giudiziaria che chiedevano notizie sul mio conto in relazione ad alcuni eventi», quali «una transazione con la società Matacena», «la locazione di un nuovo immobile», «la riparazione di mezzi della protezione civile Regionale per il quale sarebbe già stato sentito l’ex dirigente Carlo Tansi».

Nel mirino del commissario straordinario di "Calabria Verde" finisce anche il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri
Nel mirino del commissario straordinario di “Calabria Verde” finisce anche il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri

Mariggiò, poi, prosegue: «Attendo fiducioso, sicuro che prima o poi nelle sedi opportune, possa rendicontare quanto accaduto anche perché convinto che la storia di questa azienda non è fedelmente riporta negli atti d’indagine». Mariggiò si dice sorpreso che la chiusura indagini sia stata firmata dal pm il 2 maggio scorso e notificata solo dopo l’invio delle due note, ribadendo due cose sul “caso La Rupa”: «Di aver incontrato per la prima volta il signor La Rupa il 19 maggio 2017, allorquando si presentò in Azienda per come riferito con nota n. 9015 del 22 maggio 2017 alla stessa procura della Repubblica di Catanzaro» e «che quello che ho fatto in ordine alla vicenda La Rupa lo rifarei domani, perché corretto, lineare e trasparente». 

IL GOVERNATORE OLIVERIO E’ STATO ASSOLTO PER LA CONCESSIONE DEL DISTACCO DEL SINDACO DI ACQUARO, DIPENDENTE DI “CALABRIA VERDE”.

 

Si stupisce il commissario straordinario di Calabria Verde, quando pochi giorni prima della sua escussione quale persona informata sui fatti, un dipendente lo informò che la Guardia di Finanza gli avrebbe chiesto notizie sul conto del sindaco di Acquaro, Giuseppe Barillaro, in distacco presso Calabria Verde e su Franco La Rupa, dipendente di Calabria Verde, in distacco presso la Regione. C’è da dire, ad onor di cronaca, che la vicenda del sindaco di Acquaro, nella quale era imputato anche Oliverio, è stata già chiarita in primo grado con un’assoluzione nel merito. 

Lo scontro col pm Prontera

Nella lettera inviata al presidente della Regione, Mario Oliverio e al procuratore capo Gratteri, Mariggiò ripercorre l’interrogatorio svoltosi con il pubblico ministero Alessandro Prontera, oggi in servizio presso il tribunale di Lecce. «Dopo alcuni preamboli, l’obiettivo dell’escussione si spostò su Barillaro. Il Dottor Prontera, infatti, voleva sapere chi mi aveva chiesto di concedere una seconda proroga di 6 mesi a Barillaro». Ci fu uno scontro acceso tra i due, tanto che il sostituto procuratore di Catanzaro decise di sospendere il verbale.

SECONDO MARIGGIO’ I GUAI INIZIANO DOPO CHE LUI NON FA IL NOME DI OLIVERIO AI PM DI CATANZARO

 

In sostanza, Mariggiò ritiene che la procura di Catanzaro avrebbe voluto che facesse il nome del governatore Oliverio. Ne parla con lui stesso al telefono. Il generale, a questo punto, si lamenta del fatto che Furgiuele, come aveva dichiarato quest’ultimo tempo prima ai magistrati, avesse supposto che anche lui aveva ricevuto da Oliverio la richiesta di concedere una proroga al sindaco di Acquaro. «Che sensibilità investigativa: convocato senza legale, avrei dovuto autoaccusarmi di abuso d’ufficio». 

«Calpestare la dignità degli indagati»

La lettera prosegue con un capitolo dedicato alla persona di Gratteri. «Lei – riferendosi al procuratore capo di Catanzaro – è il responsabile della polizia giudiziaria e, in quanto tale, ha il dovere di verificare in che modo sono state condotte ed espletate le indagini su Calabria Verde. Perseguire i reati, specie quelli contro la pubblica amministrazione, è un’esigenza primaria della collettività. Farlo calpestando la dignità degli indagati e/o degli imputati non è corretto». Fatta questa premessa, Mariggiò riporta le dichiarazioni di Gratteri in un convegno tenutosi il 4 o il 5 maggio «uno o due giorni dopo la firma dell’avviso» dinanzi agli studenti di un liceo scientifico di Catanzaro.

PERSEGUIRE I REATI, SPECIE QUELLI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, È UN’ESIGENZA PRIMARIA DELLA COLLETTIVITÀ. FARLO CALPESTANDO LA DIGNITÀ DEGLI INDAGATI E/O DEGLI IMPUTATI NON È CORRETTO. Aloisio Mariggiò

 

Nel riprendere quanto detto da Gratteri, il commissario straordinario di Calabria Verde paragona l’uso della scimitarra richiamata dal magistrato reggino per abbattere la ‘ndrangheta, la massoneria deviata e non e il malaffare nella pubblica amministrazione, con la cordicella usata da Gesù nel tempio per mandare via i peccatori. Ma è un tono negativo, seppur possa apparire l’esatto contrario, perché quasi al termine della lettera Mariggiò si sente offeso di essere stato inserito tra i «ratti» della Calabria.

Il commissario straordinario di "Calabria Verde" comunica ad Oliverio che si dimetterà prima dell'inizio della prossima campagna elettorale per le Regionali
Il commissario straordinario di “Calabria Verde” comunica ad Oliverio che si dimetterà prima dell’inizio della prossima campagna elettorale per le Regionali

Infine, conclude riferendosi al momento di «estasi mediatica che le consente di fare e dire tutto ciò che vuole. Chi può intaccare la sua popolarità. Tra giustizialisti dell’ultima ora, gente che non vuole problemi, gente che ha paura, chi può fermarla?» si domanda Mariggiò. «La politica è debole, i politici speculano sulle disgrazie altrui nell’illusoria speranza di poter trarre vantaggi attraverso le sventure altrui». E ad Oliverio dice che si dimetterà dal ruolo affidatogli anni fa non appena inizierà la prossima campagna elettorale per le Regionali. «Lei vada avanti a testa alta – rivolgendosi al Governatore della Calabria – tenendo ben presente che i guai giudiziari non sono finiti e non finiranno a breve».

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo per la cronaca giudiziaria nel Distretto di Catanzaro. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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