sabato,Marzo 2 2024

Legge sui vitalizi, una storia d’amore breve ma intensa

Cotta, mangiata e digerita (male) finisce il percorso di una legge di 12 righe che resta un mistero. Ecco la breve storia sui vitalizi.

Legge sui vitalizi, una storia d’amore breve ma intensa

Ora che è tutto risolto, la temperatura si è decisamente abbassata tra le file del Consiglio regionale (e non per l’aria condizionata dell’aula). Legge fatta, legge abrogata e nel mezzo tutta una discussione da primo liceo su chi ha manomesso cosa, se a penna, a matita, con la Replay cancellabile, non si sa. Forse la legge iniziale era stata scritta con inchiostro simpatico e qualche parola è poi scomparsa nel tragitto tra il tavolo dei proponenti a quello del Consiglio. Vai a saperlo. Prima o poi ce lo chiarirà la Leosini in uno speciale di “Storie maledette”.

Navigando a vista nei meandri del sito regionale, arriviamo al famoso 26 maggio scorso, il giorno dei centoventisecondi, quello delle “Modifiche alla legge regionale 31 maggio 2019, n. 13. Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e adeguamento alla D.L. n. 174/2012”, per gli amici semplicemente “soldi in tasca ai consiglieri”.

Il percorso di legge sui vitalizi in salsa calabrese

Il percorso di questa legge è noto: una storia d’amore breve ma intensa. Le reazioni nel day after sono state le più scomposte che ci si potesse aspettare: giustificazioni balbettate, mezzi comunicati, bile a fiume, guance arrossate. Roba da interrogazione di greco a metà quadrimestre.

Di quel giorno di fine maggio, resterà scolpita nel fuoco la frase di Graziano: «Si commenta da sé» senza il controcanto «e con il tuo spirito» dai banchi in fondo. Per riprendere il filo della domanda principale: di chi è stata l’idea? I nomi sono circolati al modo di una vecchia pubblicità: di chi è questo? È mio, mio, mio però…

Aprendo il file del sito regionale, per provare il brivido di perdersi per poi ritrovarsi, un quadratone nero occulta i nomi dei consiglieri proponenti. Una specie di velo pietoso. Ma, e questo è il bello di internet, la stessa omissione è stata dimenticata nella schermata precedente, quella riassuntiva, che contiene il nome della proposta, la data e i proponenti in ordine alfabetico.

Ed eccoli: G. Arruzzolo, G. Graziano, S. Esposito, C. Minasi, P. Caputo, V. Pitaro, D. Bevacqua, F. Callipo, F. Pitaro, G. Aieta, F. Pietropaolo. Nota: depositato presso la Segreteria Assemblea del Consiglio regionale in data: 26/5/2020.

Il famoso 26 maggio. Al netto di tutte le scuse, le sviste, la distrazione, l’ansia, la fretta, il caldo, il virus, la fase 2, la fase 3, le accuse e controaccuse, sta di fatto che i proponenti di una leggina da 3 articoli per un totale di 12 righe in tutto, sono quegli 11 che a far una proporzione hanno scritto quasi un rigo a testa. Salvo modifiche. E giustificazioni. Ed errori. E tutto il resto che ne è seguito, vero oppure no.

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