lunedì,Aprile 15 2024

Arresti a Cosenza, il commercialista «a disposizione» di Porcaro: nel mirino le pratiche di “Resto al Sud”

La figura di Andrea Mazzei, consulente finanziario, emerge in uno dei capitoli dedicati al presunto boss cosentino, a capo di uno dei sette gruppi criminali che comporrebbero la confederazione mafiosa

Arresti a Cosenza, il commercialista «a disposizione» di Porcaro: nel mirino le pratiche di “Resto al Sud”

La particolarità dell’ultima indagine della Dda di Catanzaro, rispetto alle precedenti, è che in sostanza non si usa più alcun linguaggio criptico per parlare di estorsioni, usure, droghe e altre attività illecite. È un leit motiv che accompagna tutti i protagonisti principali dell’operazione che ha portato 202 arresti a Cosenza, tra cui quello del commercialista Andrea Mazzei, consulente finanziario, tanto da definirsi «il più forte d’Italia», che per la Guardia di Finanza, che ha curato la parte d’interesse, è un professionista «a disposizione» di Roberto Porcaro, esponente degli italiani e capo di uno dei sette gruppi criminali che formerebbero la confederazione mafiosa cosentina.

Arresti a Cosenza, nel mirino le pratiche di “Resto al Sud”

Il tutto attraverso le pratiche di “Resto al Sud” che tramite “Invitalia” consentono di ottenere lauti finanziamenti “gestiti” poi da Mazzei per conto dei clienti e del presunto boss a scopo estorsivo, come ritiene la Dda di Catanzaro, nel caso di un’attività commerciale aperta a Settimo di Montalto Uffugo nel recente passato.

I protagonisti della vicenda, tuttavia, quando capiscono la “malaparata”, sono sofferenti rispetto alle presunte richieste illecite di Porcaro e cercano di risolvere il problema, anche perché in un caso parliamo di un parente stretto di Michele Di Puppo, il quale sarebbe all’oscuro della questione e quindi dell’interessamento di Porcaro nella pratica per l’apertura dell’attività ristorativa.

I rapporti di Andrea Mazzei con Invitalia

La Finanza monitora tutti i passaggi, o quasi, a colpi di intercettazioni telefoniche e ambientali, mettendo insieme i pezzi del mosaico, composto anche una funzionaria di Invitalia, tale Maria Rosaria Ceglie, finita anch’essa nell’inchiesta, con l’applicazione di una misura cautelare.

Andrea Mazzei ha le idee chiare e spiega agli altri come funziona: «Io mi pago al ricevimento del mutuo alla prima trance… che prendono il 65% e mi prendo subito il 5% mio e poi mi devono dare 500 euro a persona solo per fare il progetto. Due persone 1000 euro, tre persone 1500 euro. Io generalmente faccio progetti da due a quattro persone».

Arresti a Cosenza, cosa scrive la Dda di Catanzaro su Andrea Mazzei

Di Mazzei, inoltre, ne aveva parlato anche il collaboratore di giustizia, Giuseppe Zaffonte, raccontando nel 2019, quanto poi riscontrato dagli investigatori, coordinati dai pm Valerio e Cubellotti, nel corso delle indagini odierne. La procura antimafia sul punto è netta: «Roberto Porcaro indirizza presso lo studio di Mazzei soggetti da lui estorti e/o usurati. Andrea Mazzei si adoperava istruendo pratiche di finanziamento nei riguardi di detti soggetti volte all’avvio di nuove attività imprenditoriali».

Per la Finanza, così viene riportato nell’informativa, «il denaro proveniente da Invitalia, è stato intascato in quota parte da Porcaro attraverso l’opera di Mazzei, il quale articolava anche una fitta rete di false fatturazioni e false dichiarazioni al fine di giustificare quali regolari i lavori e/o le forniture per le quali i soggetti fittiziamente beneficiari avevano ricevuto l’agevolazione da parte di Invitalia».

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