venerdì,Febbraio 3 2023

Tentata estorsione mafiosa a Francavilla Marittima, in libertà anche Genovese

Per la Dda di Catanzaro l'imprenditore in concorso con Leonardo "Nino" Abbruzzese e Francesco Faillace, avrebbero chiesto il "pizzo" all'azienda Sposato

Tentata estorsione mafiosa a Francavilla Marittima, in libertà anche Genovese

L’inchiesta sulla presunta tentata estorsione mafiosa non passa il vaglio del tribunale del Riesame di Catanzaro. I giudici cautelari di secondo grado, dopo aver scarcerato Leonardo “Nino” Abbruzzese e Francesco Faillace, ritenuti rispettivamente dalla Dda di Catanzaro quali presunti “reggenti” delle cosche di ‘ndrangheta degli “zingari” e dei Forastefano di Cassano Ionio, hanno adottato il medesimo provvedimento con l’imprenditore, incensurato, Francesco Genovese, accusato di aver agito in concorso con gli altri due indagati.

Tentata estorsione a Francavilla Marittima, per la Dda c’è la mano della ‘ndrangheta

Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, i tre uomini (residenti nella Sibaritide) avrebbero chiesto il “pizzo” all’azienda Sposato di Francavilla Marittima. Il 2 luglio scorso, nel cantiere della ditta, erano state incendiate le betoniere, un chiaro atto intimidatorio rispetto a una vicenda sulla quale l’ufficio di procura di Catanzaro, sempre davanti al Riesame, aveva presentato una nuova documentazione affinché fossero evidenziate le presunte condotte delittuose di Abbruzzese, Faillace e Genovese. Ma il Tdl di Catanzaro ha convenuto con le difese che avevano sostenuto la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza e di conseguenza l’insussistenza delle esigenze cautelari. Francesco Genovese è difeso dagli avvocati Giovanni Zagarese e Mimmo Manfredi.

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