lunedì,Gennaio 30 2023

Unical, studenti e attivisti occupano il residence di Contrada Rocchi

I collettivi: «La totale assenza di garanzia del diritto all'abitare è un problema strutturale della nostra Università, che costringe tante e tanti di noi a vivere situazioni drammatiche»

Unical, studenti e attivisti occupano il residence di Contrada Rocchi

Simbolica occupazione del residence di Contrada Rocchi da parte di un collettivo studentesco formato dai componenti del Fgl Unical e dell’Aula studio liberata. «Il progetto per la costruzione del quartiere Rocchi prende avvio nel 2008 – scrivono in un documento -. Si tratta di un progetto da 20 milioni di euro di cui 15 verranno spesi per i lavori che non verranno mai ultimati poiché l’azienda titolare dell’attuazione del progetto fallisce e 5 milioni verranno utilizzati per finire il ponte, la mensa di economia ed il teatro cinema. Nel 2013 vengono consegnati 250 alloggi su 700 ma l’Unical nel frattempo spende altri 18 milioni per lo studentato in c/da Monaci (188 posti, consegnati nel 2015) e avvia i lavori per lo studentato in c/da San Gennaro (196 posti)».

La denuncia è forte. «Come spesso avviene – continuano gli attivisti – i soldi vengono intascati, l’azienda (che ha vinto l’appalto!) fallisce e i contribuenti restano senza risorse economiche e senza il servizio cui questo investimento era finalizzato. Ad oggi, mentre lo studentato in c/da Rocchi è abbandonato al degrado e subisce furti di ogni tipo quotidianamente, mentre molti alloggi negli altri studentati restano chiusi perché inagibili, l’università continua a pagare strutture private per garantire il diritto all’abitare nel campus».

I membri del Fgl Unical e dell’Aula studio liberata spiegano che «mentre si festeggia il boom di immatricolazioni per quest’anno accademico e l’università attribuisce la causa dei disagi relativi alle case degli studenti all’attesa dei finanziamenti del PNRR, sappiamo bene che la totale assenza di garanzia del diritto all’abitare è un problema strutturale della nostra Università, che costringe tante e tanti di noi a vivere situazioni drammatiche e ad essere impossibilitati a studiare e vivere dignitosamente».

«Il Centro Residenziale, come ogni anno, continua ad eludere e ignorare le richieste di spiegazione ed i bisogni di studenti e studentesse allo stesso modo delle varie associazioni, che detengono un monopolio esclusivo nella gestione di centri e spazi comuni per la cui fruizione spesso chiedono indebitamente un compenso economico mentre parallelamente promettono ed ottengono assegnazioni privilegiate di alloggi oltrepassando le graduatorie ufficiali, tutto questo nel silenzio degli organi d’ateneo. Oltre a ciò – aggiungono – molti appartamenti situati nei vari studentati del nostro campus continuano ad essere chiusi o inagibili e altrettanti versano in condizioni fatiscenti (come è il caso degli alloggi di recente assegnazione)».

«Dagli organi dell’Ateneo e dalla Regione Calabria – chiude il documento di rivendicazione dell’azione compiuta oggi – pretendiamo spiegazioni e soluzioni immediate per tutte le studentesse e gli studenti che ad oggi non hanno una casa e, allo stesso tempo, pretendiamo soluzioni strutturali e di lungo periodo per garantire il diritto all’abitare e quindi il diritto allo studio a tutti gli studenti e le studentesse, senza sprechi di denaro pubblico e occasioni di speculazione, nel solo ed unico interesse della comunità studentesca».

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