lunedì,Maggio 20 2024

Cassano, il carcere stava per salvare la vita a Maurizio Scorza

La Dda ne aveva chiesto l'arresto nell'ambito dell'operazione "Athena" due mesi e mezzo prima della sua uccisione, ma gli assassini sono stati più veloci

Cassano, il carcere stava per salvare la vita a Maurizio Scorza

Un fantasma si aggira nei corridoi del tribunale di Catanzaro. È quello di Maurizio Scorza, il pregiudicato cassanese caduto in un agguato di mafia insieme alla sua compagna Hanane Saadi, il 5 aprile del 2022. Oggi sappiamo che due mesi e mezzo prima di morire, lui e di riflesso la donna hanno avuto, a loro insaputa, una chance di sfuggire alla brutta sorte che li attendeva dietro l’angolo.  

Il 21 gennaio precedente, infatti, la Dda guidata da Nicola Gratteri aveva chiesto l’arresto di Scorza nell’ambito dell’operazione “Athena”, un provvedimento che se eseguito per tempo lo avrebbe portato in carcere, al riparo dunque dalle mire dei suoi assassini. Purtroppo, i fatti sono andati diversamente. La Giustizia non è arrivata in tempo. In questo caso, tra la richiesta della Dda e la decisione del gip sono trascorsi addirittura diciassette mesi, ma anche un’attesa di gran lunga più lieve non avrebbe cambiato l’epilogo della storia. Per quello, sarebbero serviti non più di due mesi e mezzo. Meno un giorno.   

In “Athena”, Scorza era accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. La sua colpa, nel 2017, era stata quella di recarsi da un imprenditore di Cassano a comunicargli una «brutta notizia»: che anche lui doveva pagare il pizzo alla cosca Abbruzzese. L’imprenditore, sentito in seguito dai magistrati, spiegherà loro che a Scorza lo legava un sentimento d’amicizia e che, quel giorno, proprio lui si era presentato al suo cospetto giurando di non essere coinvolto in alcun modo nella vicenda estorsiva, ma di trovarsi lì solo nelle vesti di ambasciatore. Come sia andata davvero, non lo sapremo mai. Nonostante sia passato più di un anno dalla sua morte, il nome di Maurizio Scorza figura ancora nell’elenco degli ottantadue indagati dell’inchiesta “Athena”: ottantuno vivi e un fantasma.