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Frascineto, le poesie antifasciste della poetessa arbereshe Maria Markut

Sabato la presentazione del volume che raccoglie le opere dell'indimenticata autrice popolare

Frascineto, le poesie antifasciste della poetessa arbereshe Maria Markut

Sabato 30 marzo a Frascineto, centro arbereshe in provincia di Cosenza ai piedi del massiccio del Pollino, sarà presentato il volume “Maria Markut, poetessa popolare di Eianina”. L’appuntamento è fissato presso l’auditorium “A. Croccia” alle ore 17.30. Il libro raccoglie le opere della scrittrice, al secolo Maria Miranda, cattolica praticante e militante del movimento operaio.

Insieme al sindaco Angelo Catapano, interverranno anche la professoressa Caterina Adduci, delegata alle Politiche culturali e curatrice dell’opera, il professore Agostino Giordano, direttore della rivista “Jeta arbereshe”, il professore Antonio Viceconte, nipote della poetessa. La professoressa Maria Rimoli leggerà dei brani, mentre il professore Pietro Armenatno e Agostino Pirrone porteranno delle loro testimonianze.

Maria Miranda “Markut” nacque nel 1918 e la sua vita abbracciò praticamente tutto il Novecento fino alla morte avvenuta nel 1996. Come molti della sua generazione, non ha vissuto un’infanzia semplice perché, pur dimostrando una spiccata attitudine allo studio, abbandonò la scuola dopo la terza elementare per aiutare la propria famiglia. In età matura, già moglie e madre di due figli ormai indipendenti, riuscì però a coltivare la sua passione: la poesia. 

La poesia di Maria Markut riesce a cogliere spontaneamente i sentimenti del popolo di Eianina e Frascineto, in una sintetica manifestazione di stati d’animo, di situazioni e di passioni. La sua produzione varia dalle semplici poesie di vita quotidiana familiare, alle rapsodie di natura politico-sociale e di denuncia. Memorabile la Rapsodia della Resistenza Antifascista, che narra della rivolta delle donne di Frascineto ed Eianina contro il podestà dell’epoca

Sempre con l’obiettivo di custodire con orgoglio la bellezza del mondo arbereshe dei suoi avi, rappresenta uno scorcio di vita popolare che proietta nella dimensione universale i temi drammatici del suo tempo: la resistenza anti-fascista, la condizione degli emigranti, il forte legame con la cultura della madre patria albanese e i cambiamenti di costume della modernità post boom economico degli anni 60-70.

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