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SCHEDA | La mappa delle cosche mafiose in provincia di Cosenza

Analisi dettagliata della relazione semestrale della Dia presentata in Parlamento. La presenza sul territorio, le attività illecite e le indagini future. Ecco cosa c'è da sapere.

SCHEDA | La mappa delle cosche mafiose in provincia di Cosenza

A Cosenza e nel suo hinterland, compresi i comuni di Rende e Roggiano Gravina, la Dda di Catanzaro ritiene che vi sia la presenza di numerose cosche mafiose. Questi gruppi criminali si dedicherebbero principalmente a estorsioni, traffico di stupefacenti, usura e rapine. Le indagini – come rivela la relazione semestrale della Dia – hanno rivelato l’esistenza di una sorta di “confederazione” mafiosa composta da sette diverse articolazioni della ‘ndrangheta, con una struttura unitaria e ben organizzata.

Le cosche mafiose a Cosenza

I principali gruppi operanti a Cosenza includono nomi conosciuti alle forze dell’ordine: Patitucci, Porcaro, D’Ambrosio, gli “zingari-Abbrruzzese” e “gli altri zingari”. Questi clan agirebbero prevalentemente all’interno della città. Il gruppo Presta, secondo gli investigatori, sarebbe attivo nel Comune di Roggiano Gravina (ma la sentenza “Valle dell’Esaro” ha smentito tale teorema escludendo l’agevolazione mafiosa nel contesto in cui avrebbero operato narcotrafficanti), mentre Di Puppo sarebbe “vigile” a Rende. A Fuscaldo, la scena sarebbe dominata dal gruppo Tundis, «in contrasto con la cosca Scofano-Martello-Ditto-La Rosa» scrive la Dia.

«Ad Amantea, due gruppi criminali principali, i Gentile-Guido-Africano e i Besaldo, mantengono rapporti di non belligeranza per perseguire interessi illeciti comuni. A San Lucido, sono attive le cosche Carbone e Tundis, mentre a Paola opera la cosca dei Serpa, contrapposta alla Scofano-Martello-Ditto-La Rosa», specificano gli investigatori.

Corigliano Rossano e le sue dinamiche criminali

A Corigliano Rossano, terza città della Calabria continua a essere influenzata da molteplici dinamiche criminali. «Corigliano è sotto l’influenza delle famiglie contrapposte dei Barilari e dei Conocchia. I Barilari hanno stretto alleanze con la famiglia Acri di Rossano e con la cosca degli Abbruzzese di Cassano allo Jonio. I Conocchia, invece, hanno legami con cosche reggine», affermano gli investigatori antimafia nella relazione presentata al Parlamento italiano.

«A Rossano, opera la cosca Acri-Morfo, coinvolta in estorsioni, traffico e spaccio di stupefacenti, gestione e controllo di appalti pubblici e riciclaggio di denaro attraverso vari settori, come torrefazione, servizi di vigilanza e distribuzione di prodotti alimentari», si legge ancora nel documento.

Altre zone e cosche di influenza

Nei Comuni di Campana e Mandatoriccio, emersi già dall’operazione “Stige” del 2018, sarebbe attivo «un gruppo criminale guidato dalla famiglia Santoro, subordinata alla cosca Farao-Marincola di Cirò. Questo gruppo è dedito a estorsioni, spaccio di stupefacenti, pascolo abusivo, taglio non autorizzato di boschi, furti di bestiame e occupazione di terreni con reinvestimenti nei settori dell’agricoltura e del commercio», spiega la Dia.

«Ad Altomonte, opera il sodalizio dei Magliari, che si occupa di estorsioni e traffico di stupefacenti. Questo gruppo mantiene rapporti di affiliazione con il locale Farao-Marincola di Cirò e con i Forastefano di Cassano all’Ionio» afferma la polizia giudiziaria antimafia.

«A Cassano all’Ionio, le cosche più agguerrite sono quella degli zingari, riconducibile alla famiglia Abbruzzese, e quella dei Forastefano. Dopo un periodo di conflitto, questi due clan hanno ristabilito alleanze, collaborando nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni», chiarisce la Dia.

Le recenti operazioni antimafia

Nel corso del semestre, le cosche cosentine sono state colpite da diverse inchieste condotte dalla DDA di Catanzaro. Il 9 maggio 2023, i Carabinieri di Cosenza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 29 persone nell’ambito dell’operazione “Affari di famiglia“. Le indagini svelerebbero l’operatività dell’associazione mafiosa Calabria-Tundis, attiva tra i comuni di San Lucido, Falconara Albanese e Longobardi. «Gli indagati sono accusati di vari reati, tra cui delitti contro la persona e il patrimonio, traffico di stupefacenti e controllo delle attività economiche della zona», dice la Dia.

Il 5 giugno 2023, l’indagine “Gentleman 2” ha visto la partecipazione delle autorità giudiziarie di Germania e Belgio e dei rappresentanti di Eurojust. L’operazione ha coinvolto le ‘ndrine Forastefano-Abbruzzese, attive nell’alto Jonio cosentino, con 26 arresti per associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga e armi.

Il 30 giugno 2023, l’operazione “Athena” ha indebolito il clan Abbruzzese di Cassano all’Ionio e i Forastefano operanti nella Sibaritide. L’inchiesta ha portato all’arresto di 68 persone accusate di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e minacce, «documentando in dettaglio le attività illecite e i ruoli all’interno delle consorterie», aggiungono gli investigatori.

Le indagini future

Le recenti operazioni giudiziarie potrebbero aver significativamente indebolito le cosche mafiose operanti a Cosenza e nei suoi dintorni. Tuttavia, la lotta contro la mafia è ancora lontana dall’essere vinta. Le autorità continuano a monitorare e indagare sulle attività di queste organizzazioni criminali, cercando di disarticolare le loro strutture e impedire la perpetuazione dei loro traffici illeciti. Si pensi alla connessione tra mondo mafioso e imprenditoriale, dove la ricerca di “proventi facili”, magari distribuiti e autorizzati dalla pubblica amministrazione, fanno gola a tanti.

Le operazioni “Affari di famiglia”, “Gentleman 2” e “Athena” dimostrano l’impegno costante della magistratura e delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata. La cooperazione internazionale, come evidenziato dall’indagine “Gentleman 2”, è essenziale per affrontare il fenomeno mafioso, che spesso supera i confini nazionali. Senza dimenticare, tuttavia, quello che la Dda di Catanzaro è riuscita a fare in “Reset“, dove entro la fine dell’anno si avrà la sentenza di primo grado del processo abbreviato, in corso di svolgimento a Catanzaro.

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