La Mavisu attraverserà le coste calabresi dal 24 luglio al 31 agosto, coinvolgendo anche giovani seguiti dalla Giustizia minorile
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Una barca sottratta ai trafficanti di esseri umani tornerà a navigare lungo le coste calabresi, questa volta per promuovere legalità, tutela del mare, inclusione sociale e fruizione sostenibile delle aree protette. È il significato del progetto “Mare Dentro”, viaggio-evento itinerante che avrà come protagonista la barca a vela Mavisu.
L’iniziativa è stata presentata mercoledì 22 luglio nella sede dell’assessorato regionale all’Ambiente, alla Cittadella di Catanzaro. Il tour partirà il 24 luglio da Crotone e si concluderà il 31 agosto all’Isola Dino, a Praia a Mare, dopo aver attraversato entrambi i versanti costieri della regione.
Mavisu era stata confiscata nel 2024 nell’ambito di un’operazione della Guardia costiera e successivamente affidata, con decreto della Prefettura di Catanzaro, all’Ente per i Parchi marini regionali della Calabria.
Da strumento utilizzato nell’illegalità, l’imbarcazione diventa così un bene pubblico destinato all’educazione ambientale, alla partecipazione e al riscatto sociale.
Il tour attraverserà le cinque province calabresi
“Mare Dentro” toccherà sette località calabresi distribuite tra la costa ionica e quella tirrenica, coinvolgendo tutte e cinque le province.
Il programma prevede incontri istituzionali, approfondimenti sulle aree marine protette, presentazioni di libri, talk, degustazioni, attività artistiche e iniziative rivolte a bambini e famiglie.
La partenza è fissata per venerdì 24 luglio da Crotone, mentre l’arrivo conclusivo è previsto il 31 agosto all’Isola Dino, nel territorio di Praia a Mare.
Dopo la tappa di Locri, il 2 agosto la barca parteciperà anche a un appuntamento aggiuntivo: una regata riservata alle imbarcazioni confiscate ai trafficanti di migranti.
Durante la sosta di Catanzaro, alla presenza del presidente della Fee Claudio Mazza, sarà inoltre celebrato il riconoscimento della Bandiera Blu insieme all’Amministrazione comunale.
Montuoro: «Istituzioni e territori sulla stessa rotta»
L’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, ha sottolineato il valore della collaborazione costruita intorno al progetto.
«Non presentiamo soltanto un’iniziativa, ma dimostriamo concretamente che Regione, enti, associazioni, scuole e territori possono lavorare insieme nella stessa direzione», ha dichiarato.
Secondo Montuoro, il progetto rappresenta un cambio di impostazione fondato sulla costruzione di una rete stabile tra soggetti pubblici, associazioni e comunità locali.
«L’imbarcazione protagonista di questo progetto è un bene confiscato ai trafficanti di esseri umani e oggi viene restituito alla collettività per promuovere la legalità, la sostenibilità e la tutela del mare», ha aggiunto.
Il messaggio è rivolto in particolare alle nuove generazioni: un bene nato da una vicenda criminale viene recuperato e utilizzato per costruire occasioni di educazione, conoscenza e inclusione.
Giovani della Giustizia minorile a bordo come mozzi
Una delle caratteristiche principali dell’iniziativa sarà la partecipazione di alcuni ragazzi seguiti dal Centro per la Giustizia minorile di Catanzaro, partner del progetto.
Alcuni giovani saliranno a bordo della Mavisu e prenderanno parte alla navigazione con il ruolo di mozzi.
L’esperienza viene proposta come un percorso di responsabilizzazione, formazione e reinserimento, legato alla conoscenza del mare, al lavoro di squadra e al rispetto delle regole.
«In ogni tappa vorremmo accendere i riflettori sulle aree protette e sulla corretta fruizione delle risorse ambientali, ma anche sull’ambiente come occasione di riqualificazione e reinserimento», ha spiegato il direttore generale dell’Ente per i Parchi marini regionali, Raffaele Greco.
Il mare e le aree protette diventano quindi non soltanto beni da tutelare, ma anche strumenti educativi attraverso i quali offrire ai ragazzi nuove opportunità.
Ambiente, turismo e tutela delle aree protette
Il progetto mira a rafforzare il rapporto tra protezione ambientale e sviluppo turistico.
Secondo Montuoro, i due settori devono procedere insieme, attraverso forme di valorizzazione che non compromettano gli habitat e le risorse naturali.
L’Ente per i Parchi marini regionali della Calabria, insieme al Dipartimento regionale per la Sostenibilità ambientale, porta avanti attività dedicate alla protezione e al ripristino degli ecosistemi, al contrasto degli ancoraggi incontrollati e all’educazione ambientale.
La strategia coinvolge scuole, comuni, associazioni, autorità portuali, Guardia costiera e operatori impegnati nella tutela del mare.
In questo quadro si inserisce anche il percorso avviato con la Fee per diffondere nelle scuole una maggiore cultura ambientale e riconoscere gli istituti che adottano pratiche virtuose.
Una rete tra istituzioni, cultura e associazioni
Alla presentazione sono intervenuti, oltre a Montuoro e Greco, il direttore generale del Dipartimento per la Sostenibilità ambientale, Salvatore Siviglia, e il direttore generale del Dipartimento Turismo, cultura e identità territoriale, Roberto Cosentino.
Hanno partecipato anche la vicesindaca di Catanzaro Giusy Iemma, il delegato regionale della Lega navale italiana Sandro Dattilo, la vicedirettrice del Conservatorio di Vibo Valentia Chiara Macrì, Maria Teresa Rizzo di Isca Diving e il presidente di Unpli Calabria Filippo Capellupo.
Cosentino ha portato il saluto dell’assessore regionale Giovanni Calabrese e ha evidenziato il collegamento dell’iniziativa con la strategia contenuta nel piano triennale “Calabriae”.
La collaborazione con il Conservatorio di Vibo Valentia permetterà di affiancare alle attività di sensibilizzazione anche performance musicali, mentre Unpli Calabria, Lega navale e associazioni del settore contribuiranno agli appuntamenti nei diversi porti.
Laboratori per bambini e visori a 360 gradi
“Mare Dentro” sarà anche un evento pensato per bambini e famiglie.
In ogni tappa saranno organizzati laboratori per i più piccoli, ai quali verranno consegnati album da colorare e set di colori ispirati alle immagini e ai Marcatori identitari distintivi presenti nel calendario 2026 dei Parchi marini regionali.
Per i visitatori più grandi saranno invece disponibili visori attraverso i quali osservare immagini e video panoramici a 360 gradi dei paesaggi costieri calabresi.
Le attività a terra serviranno a far conoscere habitat, fondali e aree protette anche a chi non avrà la possibilità di salire sull’imbarcazione o immergersi direttamente.
Il progetto prova così a utilizzare linguaggi differenti — dalla navigazione alla musica, dalla tecnologia al cibo — per avvicinare un pubblico ampio ai temi della sostenibilità.
Una navigazione materiale e simbolica
La Mavisu attraverserà i porti calabresi portando con sé una storia di trasformazione: da mezzo utilizzato dai trafficanti a strumento pubblico di educazione e riscatto.
Il viaggio unirà legalità, mare, inclusione, cultura, turismo ed educazione alimentare, con l’obiettivo di rafforzare la responsabilità condivisa nella tutela del patrimonio costiero.
«L’ambiente riguarda tutti, appartiene a tutti e richiede corresponsabilità», è il principio richiamato durante la conferenza stampa.

