Gli autori si sono ispirati ai meccanismi biologici umani per realizzare sinapsi artificiali stabili e intelligenti: «Il principale risultato riguarda la capacità di riprodurre non solo l'apprendimento, ma anche l'oblio»
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Chip in grado di imitare il funzionamento del cervello, non solo nell'apprendimento ma anche nell'oblio: 'dimenticare' le informazioni non più necessarie, come fanno i neuroni, è infatti fondamentale per ottimizzare le risorse, e apre dunque a computer ultraveloci e a bassissimo consumo energetico.
I chip sono stati realizzati da un gruppo internazionale di ricercatori guidato dall'Istituto di nanotecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Lecce, che ha descritto il risultato ottenuto sulla rivista Communications Materials. La ricerca ha potuto contare sulla collaborazione tra diversi istituti del Cnr: l'Istituto di cristallografia di Bari, l'Istituto per la microelettronica e microsistemi di Lecce e l'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati di Roma. Hanno poi partecipato allo studio anche l'Università della Calabria e l'Istituto Italiano di Tecnologia di Roma.
«I computer tradizionali sono velocissimi nell'elaborazione, ma consumano enormi quantità di energia», dice Pierluigi Cossari del Cnr-Nanotec, che ha coordinato i ricercatori. «Il cervello umano svolge operazioni altrettanto complesse, con consumi molto inferiori».
Gli autori dello studio si sono, quindi, ispirati ai meccanismi biologici umani per realizzare sinapsi artificiali stabili e intelligenti. Il risultato è stato ottenuto grazie a una nuova classe di materiali che sono in grado di trasportare contemporaneamente cariche elettriche e segnali biologici. «Sfruttando le caratteristiche uniche di questi materiali - continua Cossari - abbiamo ottenuto sinapsi artificiali organiche. Il principale risultato riguarda la capacità di riprodurre non solo l'apprendimento, ma anche l'oblio. L'oblio è una funzione fondamentale per ottimizzare le risorse - conclude il ricercatore - e poterlo regolare attraverso la chimica apre nuove possibilità».

