Dai laboratori dell'Unical un sistema con sensori, telecamere e algoritmi ha già riconosciuto 23 roghi. Nel Parco nazionale della Sila cento sensori intelligenti misurano temperatura, umidità, pressione atmosferica e concentrazione di anidride carbonica. L'obiettivo è estendere il sistema a tutta la regione per rafforzare prevenzione e interventi
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Tech4You è l’Ecosistema per l’innovazione della Calabria e della Basilicata. E’ stato istituito nel 2023 da una rete di università: l’Università della Calabria, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’Università degli Studi della Basilicata, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dal CREA, nonché attori privati e la Regione Calabria. È stato finanziato dal Ministreo della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), attraverso la Misura 4 “Istruzione e ricerca”, componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”, investimento 1.5 “Creazione e rafforzamento di ecosistemi dell'innovazione per la sostenibilità” con 122 milioni di euro, a valle di un bando competitivo che ha consacrato questo ecosistema come primo in Italia per qualità scientifica del progetto.
I partner del progetto hanno completato tutte le attività rendicontando più delle somme assegnate, e portando a termine un percorso di trasferimento di tecnologie dai laboratori alla fase della scalabilità industriale, per la prima volta, a queste latitudini.
Tech4you ha dimostrato che anche in Calabria e più in generale nel sud, possono nascere realtà di eccellenza che possono potenzialmente fare la differenza se proprio i protagonisti stessi del successo decideranno di sfruttare le grandi potenzialità espresse e validate da un gruppo di tre Esperti tecnico-scientifici internazionali nominati dall’Ente finanziatore (Ministero della Ricerca).
Dal progetto Tech4You, orientato alle “Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement” ed articolato in sei spoke tematici focalizzati sulla transizione digitale e green negli ambiti dei rischi ambientali e della biodiversità, dell’energia, della tutela del patrimonio culturale, della blue economy, dell’agricoltura e del food, della salute, sono nate soluzioni tecnologiche pronte all’industrializzazione o all’utilizzo da parte di enti pubblici e privati.
L’efficienza della spesa e la capacità di tradurre la ricerca scientifica in asset industriali dimostrata anche da 93 dossier brevettuali, segnano un passaggio epocale ed una opportunità di crescita che non che non deve essere sprecata.
In Tech4you la metrica del successo si misura anche sull'investimento fatto in capitale umano: il reclutamento oltre di 400 ricercatori rappresenta la vera forza motrice di questa rete dell'innovazione che rappresenta una potente infrastruttura di competenze, quella stessa che ha catalizzato la conversione della teoria accademica in soluzioni tecnologiche a problematiche di interesse globale.
E per questo Tech4you ha fortemente voluto ed attuato un programma di Equity supportando 12 start-up che coinvolgono oltre 70 ricercatori di quel serbatoio di capitale umano che ha contribuito al successo dell’Ecosistema. Questo è il primo e strategico nucleo di un nuovo modello di sviluppo basato sull’innovazione. La nostra speranza di un futuro diverso per il Mezzogiorno!
Per anni il Mezzogiorno è stato raccontato come un territorio da cui partivano talenti e competenze. Tech4you ha deciso di raccontare una storia diversa: quella di giovani ricercatori che diventano imprenditori, dell’alleanza tra università, imprese ed istituzioni per generare sviluppo attraverso la conoscenza. Oggi vi raccontiamo la storia di Panorama.
Negli incendi boschivi, i primi minuti possono fare la differenza. Individuare rapidamente un focolaio significa aumentare le possibilità di spegnerlo prima che vento, siccità e alte temperature lo trasformino in un fronte difficile da controllare. È su questo passaggio decisivo — dalla conoscenza del pericolo alla risposta operativa — che lavora Panorama, la piattaforma ICT per osservare e prevedere i rischi naturali sviluppata nell’ambito dello Spoke 1 di Tech4you, da un team dell'Università della Calabria.
Tech4You è l’ecosistema dell'innovazione che opera grazie alla rete di quattro università del Sud — Unical, Unirc, Unibas e Unicz — e centri di ricerca pubblici (quali CNR e CREA) nonché enti strumentali e imprese e finanziato con circa 122 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con un obiettivo strategico: trasformare i risultati della ricerca scientifica in tecnologie utili al territorio, prioritariamente calabrese e lucano.
Tech4You, è incentrato sulla missione di Horizon Europe “Adaptation to Climate Change”, ed è focalizzato sullo sviluppo di tecnologie per l’adattamento alla crisi climatica. Rischi naturali, energia, cibo, cultura e salute sono sati i pilastri del progetto di ricerca su cui Tech4You ha lavorato sviluppando tecnologie avanzate e progetti pilota con impatti concreti: soluzioni per gestire in modo sostenibile l’ambiente marino e supportare il ciclo integrato dei rifiuti, tecnologie digitali per contribuire alla sicurezza alimentare, tools per migliorare l’utilizzo dei beni culturali e sistemi di allerta precoce per i rischi naturali,
In tre anni di lavoro, l'ecosistema ha prodotto circa 150 tra prototipi fisici, piattaforme software ed impianti pilota distribuiti sul territorio. Ora la parte più difficile è dare evidenza del lavoro affinché lo stesso possa diventare effettivamente un valore.
I progetti pilota finalizzati alla lotta agli incendi sono state parte del progetto e alla gestione del territorio nelle fasi post-incendio.
Il clima è un fattore moltiplicatore di una problematica molto più ampia. Tech4you ha voluto dare un contributo sviluppando strumenti su scale pilota atta a dimostrare la potenzialità e mettendo a disposizione gli strumenti ad ogni istituzione interessata.
Uno di questi prototipi sviluppato nell’ambito dello Spoke 1 di Tech4you da un team dell'Università della Calabria è Panorama, acronimo di "Platform for Analysis of Natural Hazards and Operational Risk Assessment in Multi-Hazard Areas”.
Il progetto pilota finanziato in ambito Tech4you è stato sviluppato da un team di ricercatori afferenti al CeSMMA, Centro Studi per il Monitoraggio e la Modellazione Ambientale diretto dal professor Giuseppe Mendicino del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, ed al gruppo di Intelligenza Artificiale del Dipartimento di Matematica e Informatica, coordinato dal Prof. Gianluigi Greco.
La piattaforma ICT è stata resa consultabile liberamente all'indirizzo (https://panorama.cesmma.unical.it), integra dati osservati, previsioni e strumenti di modellazione in un'unica interfaccia.
Il sito pilota installato nel Parco nazionale della Sila
Nel Parco Nazionale della Sila, vicino a Monte Curcio, è stato installato il sito pilota dove cento sensori intelligenti misurano temperatura, umidità, pressione atmosferica e concentrazione di anidride carbonica (CO2). La CO₂ è uno dei prodotti della combustione: un aumento anomalo, interpretato insieme alle altre variabili ambientali, può diventare il segnale di un principio d'incendio non ancora visibile.
L’interfaccia di Panorama nell’area del Parco Nazionale della Sila: sulla mappa sono rappresentati i cento sensori ambientali e le postazioni di osservazione installate in prossimità di Monte Curcio.
Le prove condotte dal gruppo di ricerca su piccoli fuochi controllati hanno mostrato la capacità della rete di riconoscere il segnale anche a centinaia di metri di distanza.
La rete a terra dei sensori è affiancata da mappe giornaliere della pericolosità da incendio, elaborate su scala regionale e da previsioni fino a quattro giorni.
Nell'area silana sono state, inoltre, installate otto telecamere intelligenti, fisse e mobili, capaci di sorvegliare vaste porzioni di territorio e di individuare colonne di fumo anche a grande distanza. Quando il sistema riconosce un possibile focolaio ne stima le coordinate, genera una segnalazione ed attiva un modello che simula la possibile propagazione delle fiamme nelle tre ore successive.
In questo modo l'allarme non indica soltanto dove sta iniziando l'incendio, ma offre anche un primo scenario della sua possibile evoluzione.
Secondo i dati raccolti dal gruppo di ricerca nell'ultimo anno il sistema ha riconosciuto automaticamente 23 incendi, alcuni dei quali osservati a oltre 30 chilometri di distanza.
Il dato non misura soltanto la capacità delle telecamere: mostra soprattutto il valore dell'integrazione tra osservazione continua, analisi automatica e verifica degli operatori.
Il caso dell’incendio nei pressi del lago Cecita
Un caso recente si è verificato il 21 luglio 2026 nei pressi del lago Cecita. Un incendio di dimensioni contenute è stato individuato dal sistema e la segnalazione è stata trasmessa in tempo reale ai Vigili del Fuoco e al Parco Nazionale della Sila, contribuendo ad accelerare la verifica e l'intervento sul campo. È un esempio concreto di come la ricerca possa trasformarsi in un servizio utile al territorio.
A sinistra, alcune delle telecamere installate sul territorio; a destra, l’incendio rilevato il 21 luglio 2026 in prossimità del lago Cecita e, nel dettaglio, l’area individuata dal sistema.
L’obiettivo del sistema sviluppato non è quello di sostituire chi gestisce le emergenze ma, piuttosto, fornire informazioni più rapide e meglio organizzate.
Sensori, telecamere e algoritmi possono ridurre i tempi necessari per accorgersi di un focolaio, localizzarlo e valutarne l'evoluzione; la decisione operativa resta però affidata agli enti e alle squadre competenti.
La tecnologia diventa quindi un moltiplicatore della capacità di intervento, non un'alternativa alla presenza sul territorio.
Professore Mendicino, Panorama funziona sulla Sila. Si potrebbe estendere a tutta la Calabria?
«L'architettura di Panorama è stata progettata non solo per essere estesa su scala regionale, ma anche per accogliere flussi di dati diversi, essere rafforzata con nuove postazioni, immagini satellitari, droni e segnalazioni provenienti dalle strutture operative. Questo potenziale potrebbe diventare un servizio strategico a supporto della lotta agli incendi lavorando su protocolli condivisi tra Tech4you, università e istituzioni. La sfida non è soltanto costruire strumenti innovativi, ma inserirli in una strategia permanente di prevenzione, adattamento climatico e tutela del territorio calabrese».
Presidente Muzzupappa, Tech4You ha ricevuto circa 122 milioni di euro per portare l'innovazione dalle università al territorio. Qual è il passo successivo?
«Abbiamo fatto il nostro dovere. In tre anni Tech4You ha prodotto circa 150 tra prototipi fisici, piattaforme software e impianti pilota distribuiti sul territorio. Panorama è uno di questi: funziona, ha già individuato 23 incendi, ha allertato i Vigili del Fuoco in tempo reale. Il sistema c'è. Trasformarlo in valore per il territorio non è solo una responsabilità di Teh4you. Nel caso specifico dl rischio incendi: con Panorama si potrebbe monitorare tutta la Calabria estendendo l'impianto pilota attualmente ubicato in Sila a sull’intero territorio, valorizzando e sfruttando l’alta professionalità degli stessi ricercatori che hanno sviluppato la piattaforma».
L'investimento del PNRR diventerebbe una ricchezza per il futuro della Calabria e non solo. Basterebbe solo crederci, credere nella capacità dei giovani ricercatori calabresi di fare dell’innovazione il volano dello sviluppo.


