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La prima parte della vita tra i campi di calcio e la seconda, quella attuale, con il camice in mezzo a chi soffre. Andrea Musacco, classe 1982, cosentino doc, cresciuto nel vivaio rossoblù, ex calciatore dei lupi, oggi fa l’operatore socio sanitario e lavora all’ospedale “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro.
Un lupo in mezzo alle aquile
L’ex fantasista sta vivendo in maniera molto particolare la settimana del derby. Anche perché il destino ha voluto che il Capodipartimento del reparto di neurochirurgia nel quale Musacco svolge il suo lavoro, è Michele Camera, Presidente del Catanzaro Club “Massimo Palanca” (nella foto insieme all’ex Cosenza). Uno dei tifosi storici dei giallorossi. «Gli sfottò sono all’ordine del giorno. A parte i colleghi, gli altri operatori ed anche i pazienti che sanno da dove provengo e che nel Cosenza ci ho anche giocato, c’è anche il Capodipartimento che ogni giorno mi ricorda in modo scherzoso del derby».
Sano sfottò
«La cosa belle è che tutto viene fatto con il sorriso sulle labbra. Anche se devo ammettere che non è semplice visto che sono da solo contro tutti (ride Musacco, ndr). A parte tutto però, spero che anche sugli spalti ci sia lo stesso sano sfottò tra le tifoserie e non si vada oltre. Sono sicuro da entrambe le parti ci sia la maturità necessaria affinché quella di domenica sia una festa di sport per tutta la Calabria».
Come l’Italia nel 2006
Musacco ovviamente però tifa Cosenza: «Beh, sotto questo punto di vista non ci sono dubbi. Quest’anno la squadra è forte e possiamo provare a fare bene anche oltre una semplice salvezza. Per me una vittoria domenica varrebbe doppio. Mi sentirei come gli emigranti italiani nel 2006 quando l’Italia vinse il Mondiale in Germania».
«Derby sensazioni uniche»
Cosa significa giocare contro il Catanzaro, Musacco lo sa bene. Nel 2008/09, l’anno della vittoria del campionato di Lega Pro Seconda Divisione con Toscano, ha giocato da titolare la gara d’andata del “San Vito”, mentre un infortunio al gomito lo ha tenuto in panchina per 90′ al ritorno del “Ceravolo” (furono due 0-0): «Giocare un derby con la maglia del Cosenza è qualcosa di unico, meraviglioso, elettrizzante. Ti dà delle sensazioni che non posso spiegarsi a parole. Poi quello era un gruppo con tanti cosentini. Ricordo la notte trascorsa nei corridoi dell’albergo dove eravamo in ritiro, tutti svegli. Nessuno di noi riusciva a dormire per la tensione. Invidio un po’ chi domenica giocherà questa gara. Ed ovviamente spero che il Cosenza possa regalarmi la magnifica soddisfazione di una vittoria a Catanzaro. Sarebbe un regalo di Natale in anticipo di un mese».

