La trattativa tra Eugenio Guarascio e Vincenzo Rota, com’è ormai noto, è saltata definitivamente ieri mattina. Il tentativo dell’imprenditore cosentino di rilevare il 100% delle quote del Cosenza Calcio si è fermato davanti al mancato riscontro dell’attuale proprietà, che non ha dato seguito agli incontri delle settimane precedenti. Una fumata nera che chiude, almeno per il momento, la pista più concreta per il passaggio del club rossoblù.

Rota aveva costruito una proposta articolata, accompagnata da un progetto imprenditoriale più ampio, con uomini di sport già individuati, professionisti del territorio coinvolti e l’idea di lavorare anche alla nascita di un centro sportivo. Ma tutto questo non è bastato. La proprietà del Cosenza non ha aperto realmente al confronto finale e la trattativa è naufragata.

Buonauscita problema insormontabile

Il punto centrale, come raccontato nei giorni scorsi da Cosenza Channel, è rimasto economico. Guarascio chiedeva 4 milioni di euro come buonuscita, oltre all’accollo dei debiti della società. Rota, invece, era disponibile a ragionare sulle passività entro un perimetro definito, ma non sul pagamento diretto di una somma cash così importante in favore del patron uscente.

Il valore della rosa del Cosenza

Guarascio ha quasi certamente ragionato anche su quello che è il valore patrimoniale della rosa. Perché, nella visione dell’attuale proprietà, il Cosenza non sarebbe soltanto una società con debiti, scadenze federali, problemi di stadio e una struttura tecnica da ricostruire. Sarebbe anche un club con calciatori sotto contratto, rientri dai prestiti e cartellini ancora capaci di produrre valore.

Secondo Transfermarkt, la rosa della prossima stagione del Cosenza ha un valore complessivo di 5,61 milioni di euro. Una cifra significativa per la terza serie. Non liquidità immediata, certo. Non soldi già incassati. Ma un patrimonio tecnico che Guarascio può aver considerato nella sua richiesta di buonuscita. Secondo il presidente onorario rossoblù chi compra il Cosenza non prende soltanto debiti e problemi, ma anche una rosa che, sulla carta, conserva un valore importante.

Tra questi, secondo Transfermarkt, il nome più pesante resta quello di Aldo Florenzi. Il centrocampista sardo è valutato 800mila euro dal sito tedesco ed è sotto contratto fino al 2027. È uno dei profili più appetibili, anche per età, percorso e margini di mercato. In una fase di incertezza totale, senza direttore sportivo, senza allenatore e con il nodo stadio ancora sullo sfondo, Florenzi rappresenta uno degli asset più importanti rimasti in mano al club.

Poi c’è Massimo Zilli. L’attaccante, di ritorno dal prestito al Frosinone, viene valutato 750mila euro. Altro nome da seguire è Andrea Rizzo Pinna. Il trequartista ha fatto molto bene ad Ascoli, ma il club bianconero non sembra intenzionato a esercitare il diritto di riscatto alle cifre pattuite, fissate a 500mila euro. Transfermarkt oggi lo valuta 400mila euro, ma ovviamente Guarascio chiederà di più visto il campionato vinto ed i numeri importanti mostrati nell’ultima stagione. 

Nel pacchetto ci sono poi Christian Langella, valutato 500mila euro, Simone Mazzocchi a 400mila, Michele Emmausso a 375mila, Paolo Dametto e Baldovino Cimino a 300mila, Thomas Vettorel a 300mila, Alessandro Caporale a 250mila e Pietro Ciotti a 225mila. Valori singoli che, sommati, spiegano perché Guarascio possa aver ritenuto insufficiente un’offerta priva di una vera buonuscita.

Naturalmente, i valori Transfermarkt non sono automaticamente valori di mercato reali. Un conto è la stima, un altro è trovare club disposti a pagare quelle cifre. E una società in difficoltà, costretta magari a vendere in tempi stretti, rischia sempre di monetizzare meno di quanto dica la carta. Ma proprio quella carta, oggi, è diventata uno degli argomenti usati da Guarascio per non accettare una proposta costruita soprattutto sull’accollo dei debiti.