Il vantaggio del Foggia nasce da un chiaro errore difensivo dei Lupi. Poi nella ripresa il capitano non ne azzecca una dal dischetto. E infine il patatrac con la rete a tempo scaduto
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Luca Garritano
Garritano questa partita se la ricorderà a lungo. Il Cosenza incassa la prima sconfitta stagionale lontano dal “Marulla”, proprio nella giornata in cui il ko era forse uno dei risultati meno probabili. I Lupi della Sila hanno sprecato una ghiotta occasione per restare nella scia del Catania, attuale capolista, fallendo due calci di rigore nella ripresa.
D’Amico aveva aperto le danze con un gol che la difesa rossoblù ha sulla coscienza. Come si fa a lasciare solo un avversario nella propria metà campo, senza coperture preventive, consentendogli di involarsi verso la porta? Pompei è stato punito con uno “scavetto” alla Totti.
Nel primo tempo il Cosenza ha creato ben poco: azioni confuse e nulla più. Hanno pesato anche le scelte di Buscè, che ha deciso di rinunciare a Ricciardi, finora il miglior giocatore dei Lupi in questa prima parte di stagione.
Nella ripresa, con il suo ingresso, il volto dei rossoblù è cambiato. La squadra ha iniziato a macinare gioco sfruttando le fasce. Poi è iniziata la “saga” degli orrori: il primo rigore sbagliato da Garritano, concesso all’FVS per un fallo di Perucchini su Ricciardi, e infine, al 93’, il secondo errore dagli undici metri dopo un penalty assegnato per un fallo di mano di Buttaro in area. Garritano si è fatto parare il tiro da Perucchini.
Poi, il patatrac: al 100’, in mischia, Wilkelmann firma il 2-1 per il Foggia.

