Le divisioni tra società e tifo organizzato rischiano di penalizzare squadra e staff tecnico. Serve unità per affrontare la Serie C
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In tempi di guerre, come quelle in corso in Ucraina e Palestina, parlare di “guerra” a Cosenza, per il clima infuocato tra tifosi e società rossoblù, sembra davvero inappropriato. Eppure, la situazione non fa bene né alla città né alla squadra. Rispettando le posizioni – quelle della tifoseria contraria a Guarascio e quelle del presidente che prende decisioni al di fuori della logica del calcio, scoraggiando i tifosi a recarsi allo stadio – credo sia giusto chiedersi: chi paga le conseguenze di tutto ciò?
La risposta è semplice: la squadra, lo staff tecnico e l’area sportiva. Loro non hanno colpe. Sono professionisti che scelgono il club che sulla carta garantisce il miglior progetto. Se quello del Cosenza lo diventerà davvero, lo scopriremo solo in futuro. Di certo, uno stadio “San Vito-Marulla” senza pubblico e senza calore non sarà mai uno spettacolo degno del suo nome.
Sappiamo tutti che la serie C è un inferno. Il Cosenza di Piero Braglia, prima di far esplodere il popolo rossoblù nella finale di Pescara contro il Siena, soffrì le cosiddette “sette camicie” in campionato, chiudendo in uno degli ultimi posti utili per i playoff. Eppure in quella stagione giocatori come Tutino, oggi attaccante tra i migliori in serie B, e Okereke, talento puro approdato in Champions League col Brugge, già mostravano grande qualità.
La serie C si affronta con giovani di prospettiva, ma anche con calciatori esperti e di valore. Il Cosenza di oggi ha queste caratteristiche, pur con organico da rinforzare tra i pali, in difesa e in attacco. Il girone C è duro: squadre come Catania, Benevento e Salernitana hanno speso più del Cosenza, le difficoltà ci saranno. Ma senza il suo pubblico, questa squadra non andrà lontano. L’amore e la passione dei tifosi sono ciò che l’allenatore e i suoi uomini meritano.
Perciò, invito il presidente Guarascio a raffreddare i bollori estivi e chiedo ai tifosi di sostenere la squadra dentro e fuori le mura amiche. Un giorno, come molti sperano, il Cosenza calcio risorgerà. Statene certi.