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«Se non si mantengono le precauzioni non potremo che rivedere una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto» afferma l’infettivologo dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano Massimo Galli. In Lombardia i negozi hanno riaperto, ma «abbiamo ancora moltissimo virus che circola, per pensare di tornare a un liberi tutti appena avuto un accenno di risultato».
«Mi rendo perfettamente conto delle esigenze dell’economia e del commercio ma la salute della gente è un problema importante e la ripresa economica del Paese si misura anche sulla capacità di contenere e limitare i danni costantemente causati dall’epidemia» dichiara Massimo Galli. «Se dovessimo ricadere di nuovo a pieno titolo in una situazione come quella che abbiamo vissuto già per la seconda volta, e questo avvenisse come probabile prima che si possa intervenire con un vaccino efficace, credo che anche tutto quel che vien detto in termini di difesa dell’economia subirebbe dei danni».
«Farò un Natale limitando con sofferenza i numeri e articolando le relazioni familiari in maniera tale da sentirsi molto e vedersi meno. L’indicazione corretta sarebbe non più di 6» riferendosi alle persone che possono stare intorno a un tavolo per pranzare o cenare, «sicuramente non più di 10, ma sempre con le debite precauzioni. Ricordando che il ristorante o la festa in famiglia sono situazioni senza mascherina e che queste situazioni, magali parlando forte o gridando, non sono certamente le più sicure».

