Che potesse non essere l’anno migliore per la situazione idrica a Cosenza, diciamo che si poteva immaginare. Era il 14 marzo, quindi ben lontani dalla stagione estiva, quando arrivava il primo (di tanti) comunicati che avrebbero segnato l’emergenza idrica del 2025. Cosenza e dintorni sarebbero rimaste per un giorno e più senza acqua, iniziando un tristissimo trend corso lungo tutti i 365 giorni dell’anno solare che sta per concludersi. Non solo il capoluogo bruzio, ma anche gli altri comuni dell’area urbana hanno dovuto fare i conti con quello che è stato a tutti gli effetti l’annus horribilis dell’acqua nel territorio cittadino.

E ancora, come detto, eravamo lontani dal periodo estivo, da sempre quello caratterizzato da una maggiore siccità e con più problemi per quanto riguarda la gestione del bene idrico. E infatti a luglio 2025 intere contrade di Cosenza sono rimaste a secco per più di quattro giorni, mentre il peggio arriva a settembre, più precisamente il 24 del mese: sono quasi trenta i comuni lasciati a secco da un’interruzione di energia da parte di Enel che priva dunque gli abitanti di fornitura idrica. Una situazione insostenibile che, però, non sarà l’ultima. 

Se le scuole chiudono e le città si bloccano

Settembre e ottobre sono stati senza dubbio i mesi più caotici per quanto riguarda la mancanza d’acqua a Cosenza e dintorni. Un esempio su tutti? Sempre nel giorno più nero, quel 24 settembre che ha lasciato senz’acqua praticamente tutta l’area urbana, in una scuola di Rende è scattato il divieto per i bambini di andare in bagno. Il risultato è stata la corsa (anche comprensibile) dei genitori per andare a prendere i figli a scuola e il traffico che è andato in tilt. E non è stato neanche l’evento peggiore per quanto riguarda il caos. 

A dicembre, infatti, la stessa cosa è successa su via Roma, nel centro di Cosenza. Qui la chiusura anticipata dell’istituto Plastina-Pizzuti per mancanza d’acqua ha causato ingorghi e traffico inaspettati e ha intasato completamente la città. E ancora: il 14 novembre, quindi appena un mese prima, i cittadini del Rione Massa erano scesi in piazza per protestare contro la mancanza d’acqua che attanagliava ormai da giorni il quartiere. Una situazione che sembra essere lontana anni luce dal progresso tecnologico vantato dall’Italia. 

Proteste istituzionali e non: dal Comune e da La Base critiche a Sorical

A fare la voce grossa in difesa dei cittadini è spesso stata la maggioranza del comune di Cosenza. Su tutti, l’ex assessore e oggi consigliere regionale Francesco De Cicco, che più volte ha attaccato Sorical. In particolar modo, a far rumore sono state le sue parole contro l’annuncio della partecipata di una riduzione del 30% della portata idrica nei comuni del cosentino. Una notizia che non è stata presa benissimo, per usare un eufemismo, né dai cittadini né dalle maggioranze dei comuni. 

Anche l’associazione cosentina “La Base”, negli scorsi mesi, si è più volte scagliata contro la gestione della risorsa idrica da parte di Sorical, addirittura con una protesta tenutasi davanti allo sportello della partecipata a Rende. Protesta che ha visto partecipare diversi cittadini con storie particolarmente preoccupanti e che certamente non riguardano un paese civile: fra interruzioni del servizio idrico a orari indiscriminati e una risorsa sempre più ridotta, la crisi dell’acqua a Cosenza e provincia sembra essere davvero a un punto di non ritorno.