«Abbiamo sentito un pugno nello stomaco, ma allo stesso tempo ci siamo riempiti di orgoglio». Alessandra e Francesco faticano a separare le due emozioni quando ripensano a Rosa, la loro figlia di 12 anni, intervenuta al presidio di Rende durante la protesta contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita. L’orgoglio per averla sentita esprimere con tanta spontaneità ciò che pensa, il dolore nel riconoscere nelle sue parole le preoccupazioni che attraversano la vita di tante famiglie italiane.

Sono loro, i genitori, a raccontare cosa c’è dietro quel momento diventato il simbolo di un disagio che riguarda tante famiglie. Alessandra e Francesco vivono a Cerisano e sono agricoltori e, come tanti altri agricoltori, conoscono bene le difficoltà di chi lavora e deve fare i conti con costi sempre più pesanti. Ma la questione, per loro, non si ferma al lavoro. Arriva dentro casa, condiziona le scelte quotidiane e rischia di compromettere la serenità dei figli. «È veramente difficile garantire la serenità dei nostri figli – dicono ai microfoni del nostro network –, perché se in primis non siamo sereni noi, automaticamente ne risentono anche loro. E arrivare a fine mese con questi costi molto alti non è semplice».

È da questa consapevolezza che nasce il racconto di Rosa al presidio di Rende. La bambina ha dato voce a ciò che vede ogni giorno, alle preoccupazioni degli adulti e a quelle rinunce che anche i più piccoli imparano a riconoscere. Le sue parole hanno reso concreta una difficoltà spesso raccontata attraverso percentuali, prezzi e statistiche: quella di un genitore costretto a spiegare al proprio figlio che non può comprare qualcosa perché prima bisogna pagare una bolletta.

Anche Alessandra e Francesco non cercano formule complesse. La loro richiesta alle istituzioni è concreta e riguarda le spese che gravano sulle famiglie, dalle necessità quotidiane a quelle legate alla salute: «Allo Stato chiediamo semplicemente di abbassare i costi giornalieri, sanitari e via dicendo. Le famiglie non riescono più ad andare avanti e non possiamo lavorare solo per pagare le tasse». Una richiesta che parte dall’esperienza di una famiglia che lavora nel mondo dell’agricoltura e si allarga a una condizione condivisa da molti.

Il caro carburanti e l’aumento dei costi di produzione e trasporto pesano su chi lavora, ma le conseguenze finiscono per raggiungere anche chi deve fare la spesa, pagare le utenze e sostenere le spese necessarie per la famiglia. Per Alessandra e Francesco, tuttavia, c’è un aspetto che va oltre i conti: la serenità.  Il messaggio di Rosa è nato spontaneamente, dall’esperienza quotidiana e da quello che la dodicenne vede intorno a sé: «Nostra figlia non ha letto nessuna lettera – affermano i genitori della piccola –. Sono semplicemente parole uscite dal cuore e per quello che vede ogni giorno». Al presidio di Rende, Rosa ha dato voce a ciò che spesso rimane confinato tra le mura domestiche: le preoccupazioni dei genitori, le rinunce e la difficoltà di vivere con leggerezza quando le spese diventano un pensiero costante. E proprio perché conoscono la sensibilità della figlia, Alessandra e Francesco non vogliono che perda la spontaneità dimostrata. Alla domanda su cosa vorrebbero dirle, rispondono senza esitazioni: «A Rosa direi semplicemente di continuare a credere nei valori della vita e di restare così com’è».

Lo sguardo dei due poi si allarga anche ai coetanei della loro figlia epiù in generale al futuro dei giovani. Il loro è un invito a non rinunciare ai propri diritti e a riconoscere il valore del sostegno reciproco tra figli e genitori: «Il messaggio che vorremmo lasciare ai giovani è di credere sempre nei loro diritti e di sostenere sempre i loro genitori. Solo così si può avere un Paese migliore».