Il maga panfilo del diplomatico statunitense ha fatto ingresso questa mattina nello scalo vibonese. L’approdo alla Banchina Fiume segna una delle tappe del tour celebrativo per i 250 anni dell’Indipendenza americana. Scattate le misure di sicurezza
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Il Boardwalk attraccato alla Banchina Fiume di Vibo Marina (foto originale con definizione e colori migliorati dalla Ai)
Il Boardwalk è entrato questa mattina nel porto di Vibo Marina. Le immagini scattate dallo scalo vibonese documentano l’arrivo del mega yacht privato dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, atteso da giorni nell’ambito del tour celebrativo promosso per i 250 anni dalla Dichiarazione d’Indipendenza americana. L’imbarcazione, dopo le manovre di ingresso nello specchio acqueo portuale, ha raggiunto l’area della Banchina Fiume, dove nelle scorse ore era stato predisposto il dispositivo logistico e di sicurezza.
Si tratta di una presenza fuori dall’ordinario per Vibo Marina. Il Boardwalk, lungo 117 metri, con una stazza di 5.350 tonnellate e un valore stimato intorno ai 500 milioni di euro, è arrivato nello scalo vibonese dopo essere stato annunciato come una delle tappe del viaggio lungo le coste italiane con cui Fertitta intende celebrare il legame tra Stati Uniti e Italia. Il tour, secondo quanto già emerso, coinvolge tredici regioni e punta a dare visibilità non solo ai grandi centri, ma anche a realtà locali meno esposte ai circuiti internazionali.
Lo yacht alla Banchina Fiume
L’arrivo di questa mattina trasforma dunque l’attesa in notizia. Nelle immagini il mega yacht bianco compare all’interno del porto, con sullo sfondo le strutture industriali e le banchine dello scalo. Una scena che fotografa bene il contrasto tra la vocazione storicamente commerciale e petrolifera del porto e l’ambizione, rilanciata in questi giorni, di accreditare Vibo Marina anche come approdo per il turismo nautico internazionale.
Proprio alla Banchina Fiume si concentrano le misure predisposte dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio. Il piano organizzativo prevedeva un’area delimitata, circa 110 metri di transenne, accessi regolati e spazi di sosta riservati, con 90 parcheggi complessivi tra area interna e zona esterna. La gestione dei varchi interessa in particolare gli ingressi più vicini alla banchina destinata all’ormeggio, con l’obiettivo di separare la normale attività portuale dalle esigenze legate alla visita istituzionale.
Il tour diplomatico e la tappa vibonese
La presenza del Boardwalk si inserisce nel “Freedom 250 Coastal Diplomacy Italy Tour”, il percorso promosso dall’Ambasciata Usa per celebrare il 250° anniversario dell’Indipendenza americana e, insieme, gli 80 anni della Repubblica Italiana. Vibo Marina rientra così nella ristretta cerchia degli scali scelti per ospitare gli eventi del tour, un dettaglio che ha acceso l’attenzione sul porto e sulle sue possibili prospettive di rilancio.
Per la giornata è atteso anche il momento istituzionale a bordo, con un ricevimento riservato alle autorità locali e regionali. L’appuntamento era stato indicato nella fascia compresa tra le 18.30 e le 20.30, dopo l’attracco dell’imbarcazione alla Banchina Fiume. Fra gli impegni previsti nel programma dell’ambasciatore figura anche una visita allo stabilimento Baker Hughes di Porto Salvo, passaggio che aggiunge alla tappa vibonese una dimensione non solo diplomatica, ma anche economica e produttiva.
Vibo Marina al centro dell’attenzione
L’arrivo dello yacht ha alimentato negli ultimi giorni un dibattito acceso. Da un lato l’entusiasmo istituzionale per una visita considerata utile a dare prestigio e visibilità allo scalo; dall’altro lo scetticismo di una parte dell’opinione pubblica, emerso soprattutto sui social, tra chi si chiede quali ricadute concrete possa avere un evento di questo tipo e chi richiama i problemi irrisolti del territorio.
Questa mattina, però, il dato è visibile: il Boardwalk è nel porto di Vibo Marina. Per alcune ore lo scalo vibonese diventa una delle tappe del percorso diplomatico statunitense lungo la penisola, con un’immagine destinata a circolare ben oltre i confini locali: il mega yacht dell’ambasciatore Usa ormeggiato in uno dei porti più discussi e strategici della Calabria tirrenica.






