Fabio Montemurro non era nato sotto una buona stella. Se per qualcuno la vita è una corsa ad ostacoli o un’avventurosa discesa, per lui è sempre stata un susseguirsi di montagne puntute e ostiche, troppo faticose per il suo fiato corto.

Nessuno, però, sarebbe riuscito a scorgere quelle ombre guardando le sue foto, gli occhi azzurri, il suo sorriso mentre impugna il suo amato arco sportivo. La sua giovane vita è finita nel silenzio, a soli 49 anni, tra le quattro mura del suo appartamento dove nessuno ha bussato per giorni, fino a quando le forze dell’ordine hanno sfondato la porta di ingresso trovandolo riverso per terra.

Al funerale i parenti alcuni per parte di madre arrivati apposta dalla Romania, qualche amico ed ex collega che ha pianto quel ragazzo introverso e gentile la cui esistenza il caos ha voluto riempire di tempeste.

«Addio Fabio, lasci in tutti noi un grande vuoto sia personale che sportivo, avremmo voluto rivederti sui campi di gara a sfidare gli amici di sempre e a sorridere per le vittorie; purtroppo siamo tutti qui a piangerti e a ricordarti per quello che eri, un ragazzo meraviglioso che avrebbe meritato molto di più da questa vita» è il toccante messaggio apparso sulla pagina Comitato Regionale Fitarco Calabria.

Li chiamano “drammi della solitudine”, ma quella di Fabio, che abitava a Rende, proprio in una zona centrale e trafficata, è la storia di un destino amarissimo e di un’anima fragile.

Entrambi i genitori erano scomparsi qualche anno fa, non aveva fratelli o sorelle, anche il suo migliore amico era morto lasciandolo completamente da solo. Da quei lutti Fabio non era mai riuscito a riemergere, nonostante la vicinanza di chi aveva tentato di stargli vicino. In qualche modo, negli anni, si era lasciato andare, come se non desiderasse più niente per sé, come se ogni giorno fosse solo un lento andare. Qualche anno fa i primi problemi al cuore che avevano minato ancora di più il suo carattere indebolito dagli eventi, infine l’ultimo atto della sua storia che si è spenta senza far rumore.

A dicembre avrebbe compiuto cinquant’anni. 

L’ultima beffa è accaduta proprio alla vigilia della tragedia. Un amico l’ha chiamato poco prima di Ferragosto, poche ore dopo il cuore di Fabio ha ceduto. Un cuore di cristallo per una vita piccola, troppo avara di gioie.