Il processo sul crollo del Ponte di Longobucco, il Viadotto Ortiano II, è iniziato questa mattina davanti al Tribunale di Castrovillari. Le parti hanno anticipato le richieste dibattimentali e l’istruttoria entrerà nel vivo il prossimo 27 ottobre, quando saranno sentiti i primi testimoni indicati nella lista depositata dalla Procura di Castrovillari.

Nel frattempo, l’ufficio diretto dal procuratore capo Alessandro D’Alessio ha chiarito di aver impugnato la sentenza di proscioglimento emessa nei confronti di Mariano Mari (difeso dall’avvocato Michele Franzese) e Luigi Zinno (difeso dall’avvocato Nicola Carratelli), passaggio che riapre il confronto processuale anche sulle posizioni uscite dall’udienza preliminare. A processo si trovano dunque Aldo Madeo, Gianfranco Volpe, Gianpiero Alfonso Ammirato, Domenico Renda, Salvatore Arcuri e Domenico Turro.

Il processo sul crollo del Viadotto Ortiano II

L’inchiesta come detto riguarda il crollo del Viadotto Ortiano II, noto come ponte di Longobucco, avvenuto il 3 maggio 2023. L’opera era stata realizzata nove anni prima per consentire l’attraversamento di un fiume e, secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini, quel giorno il corso d’acqua era ingrossato a causa del maltempo.

Il ponte era stato chiuso perché già considerato a rischio dopo la registrazione di uno smottamento nelle vicinanze. Da quel crollo è nata l’indagine della Procura di Castrovillari, che aveva inizialmente coinvolto dodici persone tra tecnici e professionisti.

Il procedimento ordinario, ora approdato davanti al tribunale collegiale, dovrà accertare eventuali responsabilità legate alla progettazione, alla realizzazione, al collaudo, ai controlli e alla manutenzione dell’opera.

Le richieste dibattimentali e la prossima udienza

Nell’udienza di apertura, le parti hanno anticipato le proprie richieste istruttorie. Il dibattimento entrerà concretamente nel vivo il 27 ottobre, data in cui saranno ascoltati i primi testimoni della Procura.

Si tratta del primo passaggio effettivo del processo ordinario dopo la chiusura dell’udienza preliminare, nella quale erano stati disposti rinvii a giudizio e proscioglimenti per alcuni degli indagati.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Michele Donadio, Nicola Candiano, Guido Siciliano, Pierluigi Pugliese, Mauro Magnelli e Roberto Le Pera.

La Procura impugna due proscioglimenti

Nel frattempo, la Procura di Castrovillari ha comunicato di aver impugnato la sentenza di proscioglimento emessa nei confronti di Mariano Mari e Luigi Zinno.

Nei precedenti passaggi erano stati pronunciati proscioglimenti per alcune persone coinvolte nell’inchiesta, in parte con la formula del “non aver commesso il fatto” e in parte per assenza di una ragionevole previsione di condanna.

Il tema dei micropali e delle modifiche al progetto

Uno dei punti centrali della ricostruzione accusatoria riguarda la presunta modifica del progetto dell’opera. Secondo la prospettazione della Procura nella fase delle indagini preliminari, il progetto definitivo prevedeva 32 micropali sotto i plinti di fondazione dei viadotti, con l’obiettivo di prevenire il rischio di scalzamento.

In sede di gara, però, sarebbero state accettate modifiche dell’impresa aggiudicataria con la riduzione a 15 micropali e la loro collocazione soltanto sotto alcuni plinti, senza un’adeguata valutazione dei rischi idraulici e del rischio connesso alla costruzione in alveo.

Un secondo filone di contestazioni riguarda i passaggi successivi: l’accettazione di una modifica ritenuta sostanziale, il deposito del progetto, la realizzazione dell’opera in una configurazione diversa da quella iniziale e i profili legati al collaudo, ai controlli e alla manutenzione.

Dal crollo alla ricostruzione

A un anno dal crollo, Anas aveva avviato i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto, insieme a opere collaterali finalizzate alla mitigazione del rischio idraulico.