Il movimento entra nella sede della Prefettura di Cosenza per chiedere un confronto con le istituzioni. Al centro della mobilitazione il contributo fitto casa, gli sfratti, gli sgomberi e la situazione degli immobili di viale della Repubblica e via Savoia
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Mobilitazione di Prendocasa all'interno della sede della Prefettura di Cosenza per sollecitare risposte sull'emergenza abitativa. Il movimento denuncia il mancato confronto con le istituzioni e chiede interventi concreti a sostegno delle famiglie che vivono condizioni di precarietà economica e abitativa. Secondo Prendocasa, dal 30 dicembre 2025 le richieste di incontro rivolte alla Prefettura e agli altri enti del territorio sarebbero rimaste senza risposta, nonostante le numerose proposte avanzate per affrontare quella che il movimento definisce una delle principali emergenze sociali della città.
«Abbiamo assistito soltanto a dichiarazioni di intenti e promesse – affermano gli attivisti – mentre centinaia di cosentini continuano a non riuscire a sostenere il costo degli affitti, rischiano sfratti o sgomberi e vivono una condizione di crescente precarietà».
Tra le questioni evidenziate c'è quella del contributo fitto casa. Il movimento sottolinea che, a fronte di circa 500 domande presentate nel territorio di Cosenza, non sarebbero ancora arrivate risposte sul finanziamento della misura da parte della Regione Calabria. Un sostegno che, dopo il definanziamento disposto dal Governo nazionale, rappresenterebbe uno degli ultimi strumenti di aiuto per molte famiglie.
«A cosa servono graduatorie e proroghe – si chiedono gli attivisti – se le persone continuano a non ricevere il contributo e affrontano da sole affitti sempre più alti, sfratti e precarietà?».
Nel documento viene richiamata anche la situazione degli immobili delle ex Canossiane di viale della Repubblica e dello stabile di via Savoia, rispetto ai quali Prendocasa afferma di non aver ricevuto indicazioni chiare sulle soluzioni che le istituzioni intendono adottare, criticando l'ipotesi di procedere esclusivamente attraverso sgomberi.
Il movimento sostiene di aver avanzato diverse proposte per affrontare la questione abitativa, ma denuncia una mancanza di volontà politica nell'affrontare in maniera strutturale il problema. Per Prendocasa, la vicenda rappresenta «l'ennesima dimostrazione della distanza tra le istituzioni e la città reale», composta da famiglie che convivono con difficoltà economiche e insicurezza sociale.
La mobilitazione, concludono gli attivisti, proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete: «Non rimarremo in silenzio. Le istituzioni si assumano le proprie responsabilità».

