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      Home page>Cronaca>Processo Reset, un teste...

      Processo Reset, un teste: «Solo la XXL di Caputo era accreditata per i grandi eventi»

      Nella gelida aula bunker di Castrovillari sono state sentite diverse persone offese. Esaminato anche il caso di una presunta usura commessa da Roberto Porcaro
      Antonio Alizzi
      9 luglio 202511:57
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      Processo Reset, un teste: «Solo la XXL di Caputo era accreditata per i grandi eventi»

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      Processo Reset, un teste: «Solo la XXL di Caputo era accreditata per i grandi eventi»

      Processo Reset, un teste: «Solo la XXL di Caputo era accreditata per i grandi eventi»

      Congelati come non mai, viste le rigide temperature esterne, giudici, pubblico ministero, difensori e imputati, hanno preso parte alla nuova udienza del processo Reset nella gelida aula bunker di Castrovillari. Tanti i temi affrontati: una presunta estorsione a una nota gelateria di Cosenza, le sospette vessazioni di Roberto Porcaro per un grande evento che si svolge da cinque anni a Rende, il noleggio delle sedie sdraio e delle tv nell’ospedale di Cosenza, una presunta estorsione ai danni di un titolare di un’agenzia funebre di Cosenza e infine un’usura aggravata dal metodo mafioso contestata a Roberto Porcaro inserito in una vicenda giudiziaria che in ordinario coinvolge anche Aurelia Bracciaforte, Giuseppe Perrone e Rosa Rugiano. Ma procediamo con ordine.

      Processo Reset, estorsione in gelateria

      Uno dei capi d’imputazione di Reset riguarda la presunta estorsione ai danni di una nota gelateria della città. Il titolare della sede di Cosenza è stato sentito in aula. «Conosco Andrea Bruni e Francesco Patitucci come clienti della gelateria. Conosco anche Adolfo Foggetti ma non è un nostro cliente». Poche domande e teste congedato.

      L’Oktoberfest di Rende al processo Reset

      L’altro tema del giorno è stato quello del grande evento denominato “Oktoberfest” che si svolge da diversi anni a Rende. In aula è stato escusso il legale rappresentante della holding che si occupa di concerti ed eventi fieristici. «Mi occupo di eventi e sono il legale rappresentante di una holding che opera nel settore dei concerti e degli eventi fieristici. Dal 2018 sono il promotore e responsabile dell’Oktoberfest. Durante la pianificazione della prima edizione, abbiamo avuto bisogno di un servizio di sicurezza. Inizialmente ci siamo affidati alla Codis per la vigilanza armata, ma successivamente, insieme ai soci, abbiamo deciso di individuare una società specializzata nel servizio di steward, necessario in base al numero di partecipanti attesi. È stato in questa fase che ho conosciuto Giuseppe Caputo. Una parte delle somme per il pagamento degli steward veniva erogata in contanti, mentre il resto era regolarmente fatturato», ha dichiarato.

      «Dopo il primo Oktoberfest ci siamo occupati della sicurezza durante una reunion di DJ. Tuttavia, non ho mai avuto rapporti con Francesco Greco o Roberto Porcaro. In Prefettura, l’unica società accreditata per gli steward era la XXL, con cui non ho avuto problemi, mentre la Codis, essendo una società di vigilanza armata, non poteva svolgere questo servizio» ha aggiunto il teste durante lo svolgimento del processo Reset.

      Sedie sdraio, tv e agenzia funebre

      La terza persona offesa ha parlato dei fatti contestati a Francesco Stola. «Gestisco un’agenzia funebre e, in passato, noleggiavo sedie sdraio ai parenti dei pazienti in ospedale. È stato in questo contesto che ho avuto problemi con Francesco Stola, il quale è subentrato in questa attività. Conosco Roberto Porcaro, una figura nota a tutti, e ho subito richieste estorsive sia da lui che da Adolfo Foggetti. Sono venuti nella mia agenzia a chiedermi soldi, trasformando la semplice attività del noleggio delle sdraio in un’estorsione, che ho subito per tre volte». Nel corso del controesame, la parte offesa è stata incalzata sulla circostanza che nel 2014 in realtà fu avvicinata da Maurizio Rango e Adolfo Foggetti, mentre a Roberto Porcaro consegnò 2mila euro nel 2018»

      «Porcaro abitava vicino allo stadio e una volta mi portarono a casa sua, anche se non ricordo con precisione il motivo, probabilmente legato ai soldi che pretendeva. Conosco Francesco Stola da circa dieci anni, inizialmente per motivi di amicizia. Mi ha dato fastidio che abbia copiato la mia attività, e ne abbiamo discusso. Le stanze dell’ospedale sono state spartite tra noi, e mio fratello ha parlato con lui al riguardo. Non ricordo se mia moglie abbia mai lavorato con lui».

      «Conosco Celestino Abbruzzese per motivi lavorativi, e so che fa parte della criminalità organizzata. È solo una mia deduzione che Stola possa aver fatto da tramite o sia stato obbligato da altri. Non mi ha mai chiesto soldi per conto della criminalità organizzata, ma so che frequentava Porcaro». Infine il teste ha spiegato di non aver mai minacciato Stola: «Le discussioni tra noi sono rimaste di natura verbale». L’imputato, terminato l’esame del titolare di pompe funebri, ha inteso rilasciare dichiarazioni spontanee: «Mia madre ha lavorato in ospedale con questo signore, il quale dava 25 euro a notte a lei e 25 euro se le teneva lui. Ho lavorato con la moglie per diverso tempo, parlo prima del 2010. Questo signore inoltre mi ha fatto chiamare da tutta Cosenza, perché non voleva che lavorassi con le sedie sdraio in ospedale e ho lasciato perdere perché ero vessato. Questo fatto risale al 2020».

      Il falegname silano

      Alfredo Bruno ha interagito con la pubblica accusa nella duplice veste di imputato e testimone: «Sono falegname di professione e ho lavorato a Camigliatello Silano. Conosco Andrea Cello per dei lavori che ho svolto a casa sua. Successivamente, abbiamo avviato insieme un’attività per la vendita di patate in buste. Attualmente lavoro in un’azienda che si occupa di opere pubbliche. Conosco Adolfo D’Ambrosio, che incontravo occasionalmente perché mi chiedeva funghi, patate e carne di vitello. Non ho mai avuto rapporti con Massimo D’Ambrosio», ha dichiarato Bruno.

      Processo Reset, l’usura contestata a Porcaro

      Ultima questione al vaglio del collegio giudicante è stata quella della presunta usura contestata a Roberto Porcaro e Giuseppe Perrone. In aula, la persona offesa ha reso un lungo esame: «Lavoravo nel settore siderurgico, ma una mia società è fallita a causa della crisi del settore. Conosco Tonino Russo, anche se non siamo cugini. Per recuperare somme di denaro, che avrei dovuto incassare dalla vendita della mia casa, mi sono rivolto all’avvocato Rosa Rugiano. Tonino Russo viveva di eredità e, successivamente, mi ha fatto conoscere Roberto Porcaro, al quale, tramite Tonino, chiesi un prestito. Quando ho detto a Porcaro che non potevo restituire 30.000 euro in breve tempo, ma mi servivano almeno 10 mesi, Tonino Russo mi ha ricontattato dopo dieci giorni. La consegna del denaro è avvenuta in una traversa vicino alla scuola agraria di Cosenza. Porcaro mi disse che il tasso d’interesse totale era di 900 euro alla consegna della somma», ha spiegato.

      «Quando non sono riuscito a rispettare la scadenza dei dieci mesi, Porcaro ha chiesto di parlare con il mio avvocato. A un certo punto, ho chiesto a Porcaro altri 40.000 euro, che mi furono consegnati da Russo con un tasso di 500 euro al mese. A causa dei ritardi, l’importo usurario salì a 1.000 euro al mese per entrambi i prestiti. Ho rassicurato Porcaro che avrei restituito i soldi anche tramite il TFR di mia moglie. Lui mi rispose: “Mi raccomando, questi sono i soldi dei miei figli”», ha detto la parte offesa al pm della Dda di Catanzaro, Corrado Cubellotti.

      «Tonino Russo, a fine dicembre di quell’anno, fu colpito da un virus, ma in questa fase Porcaro iniziò a pretendere soldi direttamente da Tonino. Ho cominciato a restituire i 30.000 euro e riuscì ad evitare il pignoramento, chiedendo un prestito a una società che anticipava il Tfr. Un giorno, al bar di Settimo di Montalto Uffugo, incontrai Giuseppe Perrone, un amico mio e di Tonino Russo. In questa circostanza, domandai a Perrone se poteva farmi compagnia fino a casa di Porcaro, al quale avrei dovuto consegnare 12.500 euro. Venne con me anche la seconda volta ma in questa vicenda non c’entra assolutamente nulla. Il debito fu chiuso a 31.800 euro, ma nacque un problema con la terza tranche, che avrebbe dovuto consegnare l’avvocato Rugiano ma preciso che la stessa non era obbligata a farlo. Andammo verso casa di Porcaro, io avanti con l’auto e lei dietro con la sua. Solo che la consegna non avvenne perché la moglie di Porcaro, secondo quanto dichiaratomi dall’avvocato, non sentì il campanello suonare. Poi nel viaggio di ritorno, l’avvocato fu fermata dai carabinieri che per fortuna non sequestrarono i soldi che lei aveva con sé».

      Nel controesame, l’avvocato Alfieri, con una domanda specifica, ha fatto intendere che probabilmente l’avvocato ha avuto una condotta diversa da quella immaginata dalla persona offesa, ovvero che in realtà decise di non portare la somma in contanti al boss della ‘ndrangheta cosentina, trovando evidentemente una scusa. «Il giorno dopo andai io da Porcaro e chiusi la “partita” consegnando 31mila e 800 euro». Infine, la persona offesa incalzata dall’avvocato Cinnante ha ribadito che «Perrone non ha mai partecipato alla mediazione con Porcaro, ho proposto io a Perrone di venire con me e aggiungo che non ha avuto alcun tornaconto nella vicenda», ha concluso il testimone, ultimo escusso nell’udienza odierna del processo Reset.

      Al termine dell’udienza, gli avvocati Amelia Ferrari e Valerio Murgano hanno evidenziato i ritardi nel deposito delle trascrizioni delle intercettazioni contenute in Reset, mentre l’avvocato Antonio Quintieri ha avanzato richiesta di modifica della misura cautelare per Sandro Vomero.

      Processo Reset, rito ordinario: gli imputati

      • Fabrizio Abate (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Giovanni Abruzzese (difeso dagli avvocati Giorgia Greco e Antonio Quintieri)
      • Fiore Abbruzzese detto “Ninuzzo” (difeso dagli avvocati Mariarosa Bugliari e Antonio Quintieri)
      • Franco Abbruzzese detto “a Brezza” o “Il Cantante” (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Rosaria Abbruzzese (difesa dagli avvocati Antonio Quintieri e Filippo Cinnante)
      • Giovanni Aloise detto “mussu i ciuccio” (difeso dall’avvocato Gianpiero Calabese)
      • Pierangelo Aloia (difeso dall’avvocato Giulio Tarsitano)
      • Armando Antonucci detto il dottore (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Rosina Arno (difesa dagli avvocati Luca Acciardi e Fiorella Bozzarello)
      • Ariosto Artese (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Giorgio Misasi)
      • Rosario Aurello (difeso dall’avvocato Ferruccio Mariani)
      • Danilo Bartucci (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Giuseppe Bartucci (difeso dagli avvocati Luca Acciardi e Nicola Carratelli) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giuseppe Belmonte (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Massimo Benvenuto (difeso dall’avvocato Rosario Carbone)
      • Luigi Berlingieri detto “Faccia d’angelo” (difeso dagli avvocati Nicola Rendace)
      • Antonio Bevilacqua (difeso dall’avvocato Giorgia Greco)
      • Cosimo Bevilacqua (difeso dagli avvocati Maurizio Nucci e Cesare Badolato)
      • Nicola Bevilacqua (difeso dagli avvocati Giampiero Calabrese e Antonio Ingrosso)
      • Agostino Briguori (difeso dagli avvocati Giuseppe Bruno e Sergio Rotundo)
      • Giuseppe Broccolo (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Andrea Bruni (difeso dagli avvocati Luca Acciardi ed Emilia Spadafora)
      • Pasquale Bruni – classe 1979 (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Pasquale Bruni (difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello)
      • Carmelina Bruniani (difesa dall’avvocato Luca De Munda)
      • Alfredo Bruno (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò
      • Ernesto Campanile (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Carmine Caputo (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Damiano Carelli (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese ed Enzo Belvedere)
      • Placido Cariello
      • Andrea Carpino (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Andrea Vincenzo Caruso (difeso dall’avvocato Maurizio Nucci)
      • Francesco Casella (difeso dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Fabio Bonofiglio)
      • Michele Castiglione (difeso dagli avvocati Carlo Beltrani e Antonio Quintieri)
      • Andrea Cello (difeso dall’avvocato Francesco Calabrò)
      • Federico Chianello (difeso dall’avvocato Pierfrancesco Russo)
      • Antonio Chiodo (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Massimo Ciancio (difeso dall’avvocato Luca Acciardi e Annamaria Domanico)
      • Giuseppe Cirillo (difeso dall’avvocato Raffaele Rigoli)
      • Antonio Colasuonno (difeso dagli avvocati Chiara Penna) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Cesare Conte (difeso dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Covelli (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Aldo Andrea D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Emma D’Ambrosio (difesa dall’avvocato Amelia Ferrari)
      • Massimo D’Ambrosio (difeso dall’avvocato Amelia Ferrari e Valerio Murgano)
      • Alessio De Cicco (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Sergio Del Popolo (difeso dagli avvocati Andrea Manna e Antonio Quintieri)
      • Pietro De Mari (difeso dall’avvocato Rossana Cribari)
      • Antonio De Rose (difeso dagli avvocati Raffaele Massimo Greco e Maurizio Nucci)
      • Pasquale De Rose (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Armando De Vuono (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani e Giuseppe Filice) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Giovanni Drago (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Patrizia Drago (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Angelo Falcone (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Umile Ferraro (difeso dall’avvocato Pasqualino Maio)
      • Eugenio Filice (difeso dagli avvocati Franco Sammarco ed Eduardo Florio)
      • Anna FIorillo (difeso dall’avvocato Francesco Santelli)
      • Remo Florio (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere)
      • Fabrizio Fuoco (difeso dall’avvocato Cristian Cristiano)
      • Giovanni Garofalo (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Rosanna Garofalo (difesa dall’avvocato Laura Gaetano)
      • Mario Gervasi (difeso dall’avvocato Cesare Badolato)
      • Fabio Giannelli (difeso dall’avvocato Osvaldo Rocca) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Fabrizio Gioia (difeso dall’avvocato Matteo Cristiani)
      • Giovanni Grandinetti (difeso dall’avvocato Nicola Rendace)
      • Simone Greco (difeso dall’avvocato Andrea Sarro)
      • Stefano Grosso (difeso dall’avvocato Francesco Vetere)
      • Sergio La Canna (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Umile Lanzino (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Fabio Laratta (difeso dall’avvocato Pasquale Marzocchi)
      • Massimiliano Lo Polito (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Silvia Lucanto (difesa dall’avvocato Fiorella Bozzarello)
      • Antonio Lucà (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Gianluca Maione (difeso dall’avvocato Riccardo Maria Panno)
      • Cosimo Manzo (difeso dagli avvocati Linda Boscaglia e Giuseppe Malvasi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Marcello Manna (difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza)
      • Francesco Marchiotti (difeso dall’avvocato Filippo Cinnante)
      • Stefano Antonio Marigliano (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Roberta Maritato (difesa dall’avvocato Marco Bianco)
      • Andrea Mazzei (difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Sergio Rotundo)
      • Cosimo Manzo
      • Lauretta Mellone (difesa dagli Amelia Ferrari e Erik Siciliano)
      • Giuseppe Midulla (difeso dagli avvocati Cristian Cristiano)
      • Bruno Mollica (difeso dall’avvocato Francesco Febbraio)
      • Giuseppe Mondera (difeso dall’avvocato Giuseppe Manna)
      • Francesco Morabito (difeso dagli avvocati Vincenzo Nobile e Domenico Nobile)
      • Alessandro Morrone (difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Domenico De Rosa)
      • Filippo Morrone (difeso dall’avvocato Piergiuseppe Cutrì)
      • Pino Munno (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Silvio Orlando (difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato)
      • Massimo Palermo (difeso dall’avvocato Vincenzo Saccomanno)
      • Francesco Papara (difeso dall’avvocato Angela D’Elia)
      • Mario Perri (difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese)
      • Sandro Perri (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Giuseppe Perrone (difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo)
      • Antonio Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Ciro Pignataro (difeso dagli avvocati Marco Bianco e Giuseppe Bruno)
      • Giuseppe Piromallo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi)
      • Antonio Carmine Policastri (difeso dall’avvocato Aldo Zagarese)
      • Antonio Presta “Tonino” (difeso dagli avvocati Carlo Esbardo e Franco Locco)
      • Giuseppe Presta (difeso dagli avvocati Lucio Esbardo e Franco Locco) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Domenico Prete (difeso dall’avvocato Rossana Bozzarello)
      • Remo Prete (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Sergio Raimondo (difeso dall’avvocato FIlippo Cinnante)
      • Paolo Recchia (difeso dall’avvocato Francesco Gelsomino)
      • Andrea Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Luca Acciardi)
      • Ines Reda (difesa dagli avvocati Mario Ossequio e Angela Caputo)
      • Francesco Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio ed Enzo Belvedere)
      • Paolo Reda (difeso dagli avvocati Mario Ossequio e Stefania Calabrese)
      • Marcello Rizzuti (difeso dagli avvocati Bruno Bonaro e Pietro Mancuso)
      • Danny Romano (difeso dall’avvocato Antonio Quintieri)
      • Massimiliano Rossiello (difeso dall’avvocato Pasquale Vaccaro)
      • Cristian Francesco Ruffolo (difeso dall’avvocato Luca Acciardi) (clicca su avanti per leggere i nomi degli imputati)
      • Rosa Rugiano (difesa dall’avvocato Rodolfo Alfieri)
      • Antonio Russo (difeso dall’avvocato Roberto Deni)
      • Domenico Salerno (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Domenico Sannà (difeso dall’avvocato Giuseppe Bruno)
      • Orlando Scarlato (difeso dall’avvocato Gianluca Garritano)
      • Salvatore Sesso (difeso dall’avvocato Vincenzo Tridico)
      • Mario Sirangelo (difeso dall’avvocato Fabio Parise)
      • Alessandro Stella (difeso dall’avvocato Domenico Caputo)
      • Francesco Stola (difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Cristian Cristiano)
      • Francesco Tassone (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese)
      • Francesca Tiralongo (difeso dall’avvocato Giuseppe De Marco)
      • Vittorio Toscano (difeso dall’avvocato Senese)
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      Tag
      'Ndrangheta · Cosenza · Francesco Patitucci · Reset

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