L'intervento, presentato in conferenza stampa al Seminario Giovanni Paolo I, aprirà anche alla digitalizzazione dei beni, con laser scanning e fotogrammetria 3D, per un valore di circa 592mila euro
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La Diocesi di Cassano allo Jonio ha presentato, in conferenza stampa al Seminario diocesano Giovanni Paolo I, il progetto di recupero funzionale di Palazzo Nola, l'antico edificio del centro storico che diventerà la nuova sede comune del Museo Diocesano, dell'Archivio Storico e della Biblioteca Diocesana.
«Il sogno del recupero funzionale del Palazzo Nola diventerà realtà» ha detto il vescovo Francesco Savino. Il progetto, ha ricordato, era condiviso a livello diocesano da parecchi anni, ma a rallentarlo erano state «tutta una serie di peripezie burocratiche. La burocrazia molto spesso taglia le ali, blocca la creatività, blocca l'entusiasmo. Finalmente però siamo riusciti a trovare tutte le condizioni migliori» ha aggiunto spiegando che nel palazzo troveranno posto tutti e tre i fondi diocesani.
Il progetto
«Vogliamo trasferire nel Palazzo Nola la biblioteca, che abbiamo un bellissimo patrimonio di libri storici e non soltanto, per cui un grande patrimonio culturale. Poi trasferiremo anche il museo, che abbiamo già riaperto, però lo vogliamo trasferire fra qualche anno, quando sarà finito il restauro e il recupero del palazzo. E poi vogliamo anche portare l'archivio». Per Mons. Savino il palazzo dovrà diventare anche un luogo di incontro. «Cosa manca a Cassano, cosa manca nei nostri comuni? Manca l'identità della comunità. Per cui è bello ritrovarsi come comunità dentro il Palazzo Nola» ha detto, aggiungendo che l'edificio, insieme alla cattedrale e alle altre opere artistiche del territorio, diventerà un vero polo attrattivo per i residenti e per chi arriva da fuori Cassano. Il finanziamento, ha precisato, è «duplice, regione e beni culturali», frutto di un dialogo che ha coinvolto sia la Regione sia il ministero dei Beni culturali. Il capitolato fissa al 2029 il termine per la conclusione dei lavori.
La storia dell’edificio
L'architetto Marcello Guido, progettista del restauro, ha ricostruito la storia dell'edificio, costruito tra il 1700 e il 1800, di cui non esiste documentazione certa sulla data esatta di realizzazione. «Probabilmente ha subito un crollo, perché l'estensione del palazzo era molto più ampia rispetto all'attuale. Noi siamo qui per riportarlo in vita. Riportarlo in vita significa anche curarlo nelle ferite che ha avuto durante il suo percorso di vita» ha spiegato. Si tratta di un'architettura riconducibile a un progettista che aveva studiato i temi architettonici di fine Settecento. La superficie originaria era di 1.500 metri quadrati a piano, oggi ridotta a 750, «praticamente 15 appartamenti della nostra contemporaneità» precisa il tecnico per dare una giusta visione. Sulla nuova destinazione d'uso l'architetto non ha dubbi, perché al piano terra tutti i locali sono completamente liberi per il museo, mentre al piano di sopra ci sta bene anche la biblioteca.
Per il sindaco Giampaolo Iacobini l'intervento segna la rinascita del centro storico. «Rappresenterà sicuramente la rinascita di un pezzo importante del centro storico in termini urbanistici ma anche culturali, perché l'idea, la lungimiranza e la determinazione di Monsignor Savino, con il sostegno della Regione che ha finanziato l'intervento, consentirà il recupero di uno dei palazzi più belli e più antichi di Cassano» ha detto il sindaco, che lo lega anche alla riqualificazione dei palazzi gentilizi da parte dell'Aterp. Insieme, i due interventi segneranno l'avvio di un percorso sicuramente virtuoso, ha aggiunto Iacobini, definendo il momento «un segnale di netta inversione rispetto a un passato fatto di abbandono e distanza».
Le risorse
A quantificare il sostegno della Regione Calabria è stato l'assessore regionale Gianluca Gallo. «Un intervento importante per la città di Cassano su un finanziamento che abbiamo riprotetto sull'Fsc 2021-2027 per 3 milioni di euro, per un obiettivo che il vescovo di Cassano, Monsignor Savino, si è posto e che noi vogliamo che sia raggiunto» ha detto Gallo. L'obiettivo, ha spiegato, è restituire alla comunità diocesana e all'intera Calabria «un palazzo dal grandissimo valore che può essere simbolo di riscatto culturale e sociale».
In vista del trasferimento, il responsabile unico del procedimento, l'architetto Nicola Bruno, ha firmato anche un documento di indirizzo alla progettazione per la digitalizzazione dei beni destinati a Palazzo Nola. Il piano riguarda le 108 opere del museo, le circa 50mila unità dell'archivio e i 28mila volumi della biblioteca. Prevede laser scanner e fotogrammetria 3D, per un valore complessivo di poco più di 592mila euro.

