Il rincaro dei carburanti rischia di produrre conseguenze pesanti sulle famiglie, sulle aziende di trasporto e sull’intero sistema del trasporto pubblico locale calabrese. A denunciarlo è la segreteria regionale di Confail Faisa, che chiede un intervento urgente al Governo, al Ministero dei Trasporti e al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

La posizione è contenuta in una nota protocollata il 28 maggio e inviata anche, per conoscenza, al Codacons Calabria. Il sindacato esprime «forte delusione e preoccupazione» per l’andamento dei prezzi e per l’assenza, a suo giudizio, di risposte capaci di ridurre in modo strutturale i costi sostenuti dai cittadini.

L’allarme sui prezzi del carburante

Confail Faisa richiama l’attenzione sul nuovo aumento dei prezzi registrato in Calabria e sulle ricadute per un territorio nel quale gli spostamenti rappresentano una necessità quotidiana per lavoratori, studenti e famiglie.

Secondo il sindacato, i rincari incidono in modo particolare sugli autotrasportatori e sulle imprese che operano nel settore della mobilità. Ai maggiori costi per benzina e gasolio si aggiungono quelli sostenuti per energia, forniture e beni necessari allo svolgimento dei servizi.

La federazione sostiene di avere già presentato istanze agli organismi competenti, senza però registrare interventi ritenuti adeguati alla gravità della situazione.

Le conseguenze per il trasporto pubblico locale

La principale preoccupazione riguarda il trasporto pubblico locale e la sostenibilità economica delle aziende calabresi.

L’aumento del carburante, secondo Confail Faisa, si riflette sui costi di esercizio e può determinare ripercussioni sulle tariffe applicate agli utenti. Un ulteriore aggravio in una fase già caratterizzata dall’incremento dei prezzi dell’energia, del gas e dei beni di prima necessità.

Il sindacato teme che, in assenza di misure correttive, le aziende possano incontrare difficoltà crescenti nel mantenere i servizi e nel sostenere le spese necessarie per garantire la mobilità regionale.

Le critiche agli interventi annunciati

Nella nota viene espresso un giudizio negativo anche sugli interventi adottati o annunciati per alleggerire il peso fiscale sugli automobilisti.

Secondo la segreteria regionale, il cosiddetto sconto sulle accise non avrebbe prodotto risultati sufficienti per la popolazione. Critiche vengono rivolte anche all’abolizione del bollo auto prevista per il 2027, definita dal sindacato «una dolce pillola» utilizzata per attenuare il malcontento senza risolvere il problema del costo dei carburanti.

Confail Faisa ritiene quindi necessario superare le misure temporanee e intervenire direttamente sulle componenti fiscali che incidono sul prezzo finale.

La richiesta a Governo e Regione

Il sindacato chiede al Governo, al Ministero dei Trasporti e alla Regione Calabria di individuare soluzioni immediate per tutelare il reddito delle famiglie e sostenere le imprese di trasporto.

L’obiettivo indicato è evitare un ulteriore aumento dei costi del servizio pubblico e scongiurare ripercussioni sulla regolarità dei collegamenti.

La richiesta riguarda anche l’adozione di strumenti specifici per il Tpl regionale, considerato un servizio essenziale soprattutto per i cittadini che non dispongono di mezzi privati o vivono in territori con collegamenti limitati.

La proposta sull’Iva

Qualora non fosse possibile ridurre in maniera significativa le accise applicate ai carburanti, Confail Faisa propone una misura alternativa: la diminuzione dell’Iva sui beni di prima necessità, con particolare riferimento ai prodotti alimentari e farmaceutici.

Secondo il sindacato, questa soluzione potrebbe contribuire a compensare almeno in parte l’aumento delle spese sostenute dalle famiglie.