Tutto pronto per l’avvio della stagione estiva alla Rendano Arena che si prepara a inaugurare il suo cartellone con i primi due imperdibili appuntamenti di #Restartlivefest, la sezione estiva della rassegna L’Altro Teatro, curata da Gianluigi Fabiano, e patrocinata dal Comune di Cosenza.

Dopo lo straordinario successo delle passate edizioni, giovedì 9 luglio, alle ore 21.30, la Rendano Arena tornerà a ballare a ritmo di nostalgia e divertimento puro con “Voglio tornare negli anni 90”, il live show itinerante che sta infiammando le piazze di tutta Italia, premiato come miglior format/evento 2025 in Italia ai Dance Music Awards, il più importante riconoscimento nazionale dedicato al mondo dance, elettronico e dell’intrattenimento notturno. Nato nel 2016 in provincia di Padova con “l’idea folle di riportare la magia degli anni 90 nelle piazze e nei festival di tutta Italia. Oggi è un movimento, una community, una famiglia, uno degli spettacoli più amati del Paese”.

Come raccontato dal frontman Marco Bostik e dal dj Max Yanez, l’intento è quello di far rivivere in poche ore, e in tutte le sue sfaccettature, un decennio musicale che rimane attualissimo, offrendo un intrattenimento puro e un profondo viaggio nei ricordi. Lo spettacolo, unico nel suo genere e pensato per tutte le età, regalerà oltre due ore di show immersivo arricchito da ballerini, dj, vocalist/frontman, mascotte e tantissimi effetti speciali. Una notte emozionante, tutta da cantare e ballare, sulle note delle hit intramontabili di icone come Gigi D’Agostino, Gabry Ponte, gli 883, Corona, gli Eiffel 65 e molti altri, in un format in continua evoluzione con contenuti e scenografie sempre nuove.

Il testimone passerà venerdì 10 luglio, alle ore 21.30, a Tony Pitony che farà tappa a Cosenza con il suo “EstaTony”. L’artista concettuale siciliano ha scalato le classifiche in poco tempo, ed è salito sul palco di Sanremo conquistando il pubblico: la sua ricerca creativa si muove lungo un filo conduttore che unisce influenze apparentemente distanti: la sensibilità visionaria degli anni ’60, le sonorità della musica elettronica, l’espressività teatrale e l’irriverenza del trash, fino a convergere in un’estetica che esplora il fetish e l’antiproibizionismo. La sua espressione artistica si colloca al confine tra musica e performance, rifiutando qualsiasi etichetta di genere e superando le tradizionali categorizzazioni. Con un linguaggio ironico e provocatorio, ma sempre consapevole, Tony Pitony propone un’estetica originale e una visione che sfida i confini tradizionali della musica e della performance.

Noto per l’iconica maschera ispirata a Elvis Presley, Tony Pitony è un artista che fonde ironia, sperimentazione e una profonda consapevolezza di sé in ogni sua opera. Il suo stile è diretto, imprevedibile e spesso dissacrante: una voce che gioca con i cliché per smontarli, una presenza scenica che rifiuta il ruolo dell’artista intoccabile.

Sarà una performance imprevedibile: il cantante mascherato cerca ostinatamente uno scambio autentico, uno spazio di relazione vero, umano e profondamente imperfetto: un incontro che rifiuta la posa e sfida l’improvvisazione.

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