L'ultimo decesso è quello dell'operaio di 62 anni precipitato in un cantiere a Montalto Uffugo. Prima ancora il giovane manutentore morto nel parco eolico di Mongrassano e il 23enne schiacciato da una colonna di cemento a Paola
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L'ennesima vittima è un operaio di 62 anni, morto all'ospedale dell'Annunziata di Cosenza dopo alcuni giorni di agonia. Era precipitato martedì scorso mentre lavorava in un cantiere a Montalto Uffugo. Le gravissime ferite riportate nella caduta non gli hanno lasciato scampo. La sua morte, avvenuta sabato e resa nota domenica, rappresenta l'ultimo capitolo di una lunga serie di incidenti mortali sul lavoro che stanno segnando il 2026 in provincia di Cosenza.
Anche in questo caso saranno le indagini a chiarire eventuali responsabilità. La Fillea Cgil Calabria ha parlato di «ennesima morte per operaicidio», chiedendo un rafforzamento dei controlli nei cantieri, maggiore prevenzione e un'accelerazione nell'accertamento delle responsabilità.
Pochi giorni prima, il 21 luglio, un'altra tragedia aveva colpito il Cosentino. Michele Rago, operaio di 25 anni, originario di Brindisi di Montagna, in provincia di Potenza, è morto mentre effettuava lavori di manutenzione all'interno del parco eolico "Aria del Vento" di Mongrassano. Il giovane stava operando a un'altezza compresa tra i 60 e i 70 metri quando, secondo la ricostruzione iniziale, è rimasto incastrato negli ingranaggi dell'aerogeneratore. La Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto tutti gli accertamenti tecnici per ricostruire la dinamica dell'incidente, verificando anche il rispetto delle procedure di sicurezza e l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Il 9 maggio, invece, la tragedia si era consumata a Paola, dove un operaio di 23 anni, di nazionalità senegalese, aveva perso la vita durante l'allestimento di uno stabilimento balneare sul lungomare. Una pesante colonna di cemento utilizzata per le docce gli era crollata addosso, uccidendolo sul colpo. Gli accertamenti avviati dalla Procura di Paola, con il supporto dell'Ispettorato del lavoro e della Polizia di Stato, hanno riguardato sia il rispetto delle norme di sicurezza sia la posizione lavorativa del giovane, che secondo quanto emerso non risultava regolarmente assunto.
Sempre nel 2026 si è verificato anche un grave incidente a Fuscaldo, dove un operaio di 51 anni, impegnato in lavori di manutenzione sulla rete di telecomunicazioni, è precipitato dal tetto di un edificio riportando gravissime lesioni. L'uomo è sopravvissuto, ma l'episodio ha riportato l'attenzione sui rischi dei lavori in quota e sulla necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione.
Sotto la lente il settore edile e agricolo
Accanto all'edilizia e alla manutenzione industriale, continua a destare preoccupazione il settore agricolo. Anche nel Cosentino gli incidenti provocati dal ribaltamento di trattori e mezzi agricoli rappresentano da anni una delle principali cause di morte sul lavoro, soprattutto tra agricoltori anziani impegnati nei campi. Una tipologia di incidente che continua a ripetersi nonostante le campagne di sensibilizzazione promosse da Inail e Ispettorato nazionale del lavoro.
L'età delle vittime racconta un fenomeno trasversale. Si va da giovani operai poco più che ventenni, come Michele Rago, fino a lavoratori sessantenni e pensionati ancora impegnati in attività agricole. L'agricoltura continua a rappresentare uno dei comparti più esposti, soprattutto per gli incidenti con mezzi agricoli, mentre edilizia e manutenzioni industriali restano tra i settori con il più alto indice di rischio.
Sul piano giudiziario emerge un elemento comune: quasi tutte le tragedie vengono inizialmente inquadrate con l'ipotesi di omicidio colposo. Le Procure dispongono il sequestro dei luoghi dell'incidente, nominano consulenti tecnici, acquisiscono la documentazione aziendale e verificano il rispetto del decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le indagini riguardano la formazione ricevuta dai lavoratori, l'uso dei dispositivi di protezione, la regolarità dei rapporti di lavoro e le eventuali responsabilità di datori di lavoro, coordinatori della sicurezza, imprese appaltatrici e subappaltatrici.
Ad oggi, per gli episodi avvenuti nel 2026, le inchieste risultano ancora nella fase istruttoria e non sono stati emessi rinvii a giudizio. Gli accertamenti tecnici, le autopsie e le consulenze disposte dagli uffici giudiziari saranno determinanti per stabilire eventuali responsabilità penali.
Nel frattempo il quadro che emerge dai controlli conferma una situazione preoccupante. Negli ultimi mesi l'Ispettorato del lavoro ha riscontrato numerose irregolarità nei cantieri della provincia di Cosenza, con violazioni delle norme di sicurezza e casi di lavoro irregolare. Un contesto che, insieme alla drammatica sequenza di morti registrata nelle ultime settimane, alimenta le richieste di sindacati e associazioni affinché vengano intensificati i controlli e rafforzate le misure di prevenzione, per fermare quella che ormai viene definita una vera e propria strage silenziosa.



