A Cosenza settembre riparte dai libri. Dal 10 al 12 settembre torna Laudomia, il festival letterario che da cinque anni accompagna il rientro dalle vacanze e prova a ritagliarsi uno spazio autonomo nel panorama culturale dell’area urbana. La quinta edizione si snoderà tra piazza Kennedy e via Macallè, con incontri, presentazioni, teatro, musica, editori indipendenti e momenti di confronto.

«Laudomia è il festival letterario che anima il rientro dalle vacanze delle cosentine e dei cosentini», racconta Giuseppe Bornino, tra gli organizzatori insieme a La Base, in un progetto che coinvolge anche Terra di Piero e Radio Ciroma.

La parola scelta per questa edizione è “insilienza”, un neologismo coniato qualche anno fa da Claudio Dionesalvi e costruito quasi per opposizione alla più abusata “resilienza”. «A differenza di resilienza, rimanda all’arrampicarsi, al saltare su, all’uscire fuori dal cemento», spiega Bornino. Ed è proprio questa l’immagine scelta per raccontare il festival: una penna che buca l’asfalto di corso Mazzini, nei pressi della Medusa.

Un’immagine che dipinge alla perfezione il rapporto tra Laudomia e la città. «Da cinque anni a questa parte le statue del Mab sono protagoniste mute e silenti, ma importanti, delle nostre presentazioni», sottolinea Bornino. Quest’anno il palco sarà allestito in piazza Kennedy, tra il Lupo di Rotella ed Ettore e Andromaca di De Chirico.

Il programma prevede tre presentazioni al giorno a partire dalle 17.30, per tutte e tre le giornate del 10, 11 e 12 settembre. Tra gli autori annunciati figurano Michele D’Ignazio, Laura Cimino, Sante Bandirali e Lorenzo Rossi, insieme ad altri ospiti provenienti da diverse parti d’Italia. Accanto agli incontri con gli scrittori ci saranno case editrici indipendenti, librerie ed espositori.

Ma Laudomia, precisa Bornino, «non è solo presentazioni di libri». La sera il baricentro si sposterà in via Macallè, davanti a La Base, dove troveranno spazio reading, spettacoli teatrali, musica e dj set. Due appuntamenti avranno un significato particolare: «Due atti commemorativi a cui teniamo particolarmente, dedicati a Mimmo Grano e a Francesca Marchese».

A completare il programma ci sarà anche la cucina curata da Terra di Piero, mentre per tutta la durata della manifestazione sarà possibile acquistare libri, incontrare autori ed editori e soprattutto fermarsi a discutere.

È proprio questa, del resto, l’ambizione dichiarata del festival. «Laudomia si sta ritagliando un pezzettino di autonomia e di originalità all’interno dei numerosi festival e iniziative dell’area urbana», osserva Bornino.

E il senso dell’evento va oltre la semplice programmazione culturale. «La possibilità è quella di fare tanti belli incontri, scambiare riflessioni per iniziare quest’anno con la marcia giusta, affinché sia un anno e un autunno non solo di divertimento e intrattenimento, ma soprattutto di rilancio politico e di riflessione filosofica più ampia».

In fondo, l’“insilienza” scelta come parola-guida dice esattamente questo: non limitarsi a resistere, ma provare a uscire dal cemento. Con una penna, un libro, una voce e un palco montato in mezzo alla città.