Nel pieno delle tensioni tra sindacati, istituzioni e nuovo gestore, il futuro di Amaco Cosenza si gioca su un equilibrio delicato tra sostenibilità economica, qualità del servizio e tutela dei lavoratori. A intervenire è Mario Rocco Carlomagno, presidente del Consorzio Autoline, che ha rilevato per 2,1 milioni di euro il ramo d’azienda del trasporto pubblico locale.

L’operazione ha acceso il dibattito, soprattutto per il possibile ridimensionamento dell’organico, con 111 lavoratori coinvolti e circa 95 destinati a confluire nel nuovo soggetto. Nel frattempo, anche la Regione Calabria, attraverso l’assessore ai Trasporti Gianluca Gallo, ha evidenziato di non essere stata informata della conclusione delle trattative, pur riconoscendo il lavoro del curatore fallimentare Fernando Caldiero.

Carlomagno prova a riportare la discussione su un piano più ampio, chiarendo innanzitutto un punto: «Il trasporto pubblico locale è pubblico per definizione, cambia solo la gestione che può essere privata o pubblica, ma l’obiettivo resta servire al meglio la collettività». Una distinzione che, secondo il presidente del Consorzio Autolinee, dovrebbe superare le contrapposizioni ideologiche.

Il nodo più delicato resta però quello occupazionale. Ed è qui che Carlomagno introduce la sua visione, destinata a far discutere: «E' il servizio che crea il posto di lavoro, non è il posto di lavoro che crea il servizio». Un’affermazione che ribalta l’impostazione del confronto con i sindacati e che lega in modo diretto il futuro dei lavoratori alla capacità di rendere efficiente e sostenibile il sistema.

Secondo Carlomagno, infatti, la condizione di partenza non può essere ignorata: Amaco è un’azienda fallita e, proprio per questo, la nuova gestione dovrà necessariamente riportare l’organizzazione entro limiti economici compatibili. Questo comporterà una revisione dei servizi e del lavoro, ma senza - assicura - traumi: «Tutto ciò che si può fare per garantire le maestranze si farà». Anche perché il contratto degli autoferrotranvieri resta lo stesso, indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell’azienda.

La prospettiva indicata dal presidente del Consorzio Autolinee guarda però oltre la singola azienda e si estende all’intero sistema della mobilità. Il rilancio di Amaco Cosenza, spiega, passa da una visione di area vasta che coinvolga non solo il capoluogo ma anche Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo, in linea con quanto previsto dalla normativa regionale. «I flussi non sono più solo cittadini - osserva - basta pensare al ruolo dell’Università per capire che il servizio deve essere integrato».

In questa ottica, il vero punto di svolta è l’aumento dei servizi. Più corse, migliori collegamenti e una rete più efficiente significherebbero automaticamente anche più lavoro. «Se la Regione e i Comuni investono nel servizio pubblico, cresce anche l’occupazione», sottolinea Carlomagno, chiedendo un impegno concreto alle istituzioni, anche sul fronte delle infrastrutture come le corsie preferenziali. Resta infine la sfida culturale. A Cosenza, ammette, l’uso dell’auto privata è ancora dominante, ma il cambiamento è possibile solo offrendo un’alternativa credibile: «Quando il servizio pubblico funziona, i cittadini lo utilizzano». Di seguito l’intervista video integrale a Mario Rocco Carlomagno.

Si va concretizzando il passaggio dell'Amaco, l'Azienda per la Mobilità nell'Area Cosentina, al Consorzio Autolinee Tpl, soggetto aggiudicatario della vendita del ramo relativo al servizio di trasporto pubblico nel capoluogo bruzio. Le prospettive e le direttrici del nuovo corso nell'intervista al presidente del Consorzio Autolinee, Mario Rocco Carlomagno.