La Coldiretti in piazza oggi anche a Napoli, davanti alla sede della Prefettura, nell'ambito di una mobilitazione nazionale per tutelare la salute dei cittadini e contro «le speculazioni e l'import selvaggio che fanno crollare le quotazioni» di olio extravergine di oliva e grano; secondo i coltivatori servono più controlli e «l’uso delle tecnologie come risonanza magnetica e isotopi da impiegare come prove in giudizio».

Gli agricoltori della Coldiretti dicono "basta” alle manovre di quelli che definiscono «veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d'oliva e grano, due simboli del nostro agroalimentare e della Dieta Mediterranea. Prodotti 100% italiani che devono stare in tutte le mense pubbliche come quelle delle scuole e degli ospedali».

«Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali, già in grave difficoltà a causa dell'aumento dei costi legato alla guerra in Iran» spiega il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.

La Campania non è sola, il blitz di oggi coinvolge tredici capoluoghi di regione con gli agricoltori davanti alle Prefetture dove viene consegnato un manifesto con le principali richieste. Oltre a Napoli (dove una delegazione è stata ricevuta in Prefettura), agricoltori mobilitati a Roma, Bari, Bologna, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Cosenza, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza.

«I nostri agricoltori - sottolinea il direttore regionale di Coldiretti, Salvatore Loffreda - chiedono un'azione immediata rispetto ai vergognosi tentativi in atto da parte dei trafficanti: da chi cerca di strozzare le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro, o chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione».

L’olio extravergine di oliva, pilastro della Dieta Mediterranea, è uno dei casi simbolo del Made in Italy sotto attacco. Nell'ultimo anno il prezzo del prodotto è crollato del 50%, mentre i costi a carico dei produttori nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, secondo il Centro studi Divulga. Secondo Coldiretti Campania «c'è chi trucca l'origine ingannando cittadini e agricoltori nascondendosi anche dietro l'ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che va cancellata per tutti gli alimenti».

Da qui le richieste di Coldiretti contenute nel documento consegnato ai prefetti. Aumentare le ispezioni e fermare le frodi sull'origine con controlli innovativi. Dall'olio al grano la situazione non cambia. Denuncia Coldiretti: «Commercianti e industriali senza scrupoli stanno cercando di comprare grano duro in Sicilia durante la trebbiatura alla cifra illogica di 19 centesimi al chilo. Diciannove centesimi è un prezzo che rappresenta un insulto intollerabile a tutti gli agricoltori».