«La vicenda AMACO rappresenta una delle pagine più difficili della storia amministrativa recente della città di Cosenza. Una crisi che coinvolge lavoratori, cittadini, creditori e l'intero sistema del trasporto pubblico locale dell'area urbana». Lo afferma il Circolo PD Cosenza "Marica Zuccarelli". «Il fallimento di AMACO - si legge nella nota – costituisce il risultato finale di anni di gestione impropria e di assenza di una vera strategia industriale. Le responsabilità principali vanno senz’altro individuate nella precedente amministrazione comunale di centrodestra che, oltre a determinare il dissesto dello stesso ente Comune, non è riuscita a garantire equilibrio economico e controllo gestionale, né a dare prospettive di sviluppo all'azienda».

Poi ancora: «Il circolo del PD, sin dall'insediamento dell'amministrazione Caruso, aveva evidenziato il rischio che il dissesto finanziario avrebbe manifestato i suoi effetti inevitabilmente durante la nuova consiliatura. Su AMACO sarebbe stato necessario quindi intervenire rapidamente per determinare un'azione interruttiva del processo che ha poi condotto alla dichiarazione di fallimento da parte del tribunale. In molti passaggi il Comune, come socio unico di AMACO, è apparso più come spettatore che protagonista, rinunciando ad esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo politico e strategico e di interlocutore autorevole con la Regione. Nulla è stato fatto verso la Regione sulla base dell'indirizzo che lo stesso Consiglio comunale aveva deliberato su proposta della presidenza della commissione consiliare competente».
«Un'assenza e una passività che si sono ancor più manifestate durante una fase che ha visto svolgere tre procedure pubbliche avviate dalla Curatela fallimentare. Nessuna iniziativa di tipo istituzionale – evidenziano i dem – che avrebbe dovuto comunque promuovere l'interesse di avviare una nuova fase aziendale e vigilare, soprattutto quando finalmente sembrava profilarsi, nelle settimane scorse, una proposta che potesse essere in grado di contemperare le esigenze dei lavoratori, dei creditori e della continuità del servizio. Una proposta che, pur in presenza di alcune criticità, avrebbe potuto costituire una concreta possibilità per evitare ulteriori aggravamenti della crisi e sperimentare nel contempo un servizio del trasporto pubblico locale integrato e a gestione unitaria nell’area urbana».

Per il PD di Cosenza «a questo proposito, la stessa rigidità sindacale che ha respinto ogni possibilità di accordo è stata anche probabilmente dovuta a una mancata assunzione di concreti impegni e garanzie istituzionali circa le prospettive e le garanzie dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali in realtà sono state lasciate sostanzialmente sole ad affrontare una vertenza estremamente difficile».

«In ogni caso, prima che precipiti irreversibilmente la crisi aziendale e prima del compimento della procedura fallimentare – evidenziano - il Circolo PD di Cosenza auspica una ripresa del confronto tra gli attori protagonisti, responsabili ed operativi del servizio di trasporto nell'Ambito di Area urbana (ormai divenuto operativo): Regione Calabria, Curatela fallimentare, Organizzazioni Sindacali, rappresentanze dei lavoratori e il Consorzio Autolinee TPL. L'obiettivo deve essere quello di addivenire, prima che partano licenziamenti collettivi e vendita atomistica, alla definizione di una proposta condivisa che consenta di salvaguardare i livelli occupazionali, garantire il servizio ai cittadini, tutelare i creditori e accompagnare senza traumi sociali il superamento della crisi per guardare ai futuri affidamenti del servizio con serenità e competitività».

«Sullo sfondo – chiudono dal Pd – resta infatti il tema strategico della futura gestione dei servizi di trasporto pubblico locale dell'area urbana e della possibile costituzione di un nuovo soggetto pubblico-privato in vista delle probabili procedure concorsuali che, a normativa vigente, dovranno espletarsi in virtù della scadenza degli attuali affidamenti diretti prevista per il 31 dicembre 2026».