Al centro dell’iniziativa all’Unical investimenti, innovazione, intelligenza artificiale e lavoro qualificato per trattenere i giovani e far crescere il Paese. Tra gli interventi anche quello dell’editore del network LaC Domenico Maduli
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La prima edizione del Forum Mezzogiorno, promosso da Confapi, ospitato nell’Aula Caldora dell’Università della Calabria, non è solo una opportunità di confronto tra le imprese, le istituzioni, gli attori di un territorio non più Cenerentola del Paese ma in grado di raggiungere una crescita del Pil maggiore rispetto a quella delle aree tradizionalmente più industrializzate e produttive della penisola. Questo appuntamento ha soprattutto l’ambizione di costruire una piattaforma permanente, una comunità in cui le regioni del Sud possano esprimere una posizione unitaria e far pervenire le proprie istanze sui tavoli nazionali ed europei. Lo hanno ribadito nei loro interventi di apertura della manifestazione, il presidente di Confapi, Cristian Camisa, ed il vicepresidente con delega al Sud, Francesco Napoli, mettendo subito in evidenza l’importanza strategica di una alleanza da mettere in piedi tra la piccola e media industria, rappresentata dalla confederazione, gli organi dello Stato e la società intesa come cuore pulsante di un distretto, quello meridionale, che si è mostrato pronto a rispondere con estrema rapidità e sensibilità, ai cambiamenti epocali del mondo contemporaneo le cui ripercussioni si abbattono inevitabilmente anche sul tessuto economico e produttivo.
«Sud vero motore del paese»
Il presidente Cristian Camisa lo ha riconosciuto: «Il Sud Italia – ha affermato snocciolando i dati - sta diventando il vero motore del sistema Paese, registrando negli ultimi anni un incremento del 5-7% del Pil a fronte di una decrescita del Nord. È un segnale importante. Negli ultimi dieci anni però - ha osservato - oltre 600mila giovani hanno lasciato il Mezzogiorno per emigrare anche verso l’estero. Dobbiamo stringere un patto sempre più forte con il mondo accademico per trattenere queste professionalità, soprattutto quelle legate al digitale, fondamentali per lo sviluppo del territorio. Peraltro lo Stato oggi investe centinaia di migliaia di euro sulla formazione dei giovani. È impensabile che poi questi ragazzi siano costretti a spendere altrove le proprie competenze. Per limitare questo fenomeno abbiamo chiesto al Governo di definire per i giovani degli sgravi fiscali perché tra le ragioni del fenomeno migratorio vi è certamente il differenziale di stipendio rispetto all’estero, a parità di costi per le aziende».
Focus sull’intelligenza artificiale
La giornata si è aperta con il messaggio di saluto, da remoto, del Ministro del Lavoro Maria Elvira Calderone. Il Forum Mezzogiorno è articolato in sei panel. Il primo, quello sull’intelligenza artificiale, introdotto dal Vescovo di Cassano Francesco Savino, è stato coordinato dal direttore de LaC News24 Franco Laratta. Le conclusioni sono state affidate all’editore del nostro network Domenico Maduli: «Credo che nell’ambito di un settore come quello dell’informazione – ha detto tra l’altro – il punto di equilibrio tra intelligenza artificiale e capitale umano sia determinante. Credo si debba lavorare molto sulle regole, in modo tale che il contenitore tecnologico non alteri i contenuti, non distorca la realtà. Siamo ospiti dell’Università, il luogo in cui i giovani si formano l’etica e le coscienze degli individui, due elementi alla base della validità del capitale umano. Noi crediamo molto nel capitale umano, e sappiamo che va anteposto all’intelligenza artificiale, sia pure in un percorso che non può prescindere dall’innovazione tecnologica».
L’intervento di Sbarra
Governare e non subire la transizione energetica, le tensioni geopolitiche, l’evoluzione del quadro internazionale, la sfida da vincere per mantenere alto il livello di competitività. «E poi bisogna aumentare le retribuzioni attraverso i rinnovi contrattuali, favoriti anche dalle risorse stanziate con l'ultima legge di stabilità – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra a margine del convegno - Ma la vera scommessa resta l'investimento massiccio nei settori ad alto valore aggiunto, nell'innovazione e nelle nuove tecnologie. Solo alzando la produttività potremo offrire ai giovani prospettive di lavoro ben retribuite e contrattualizzate, frenando la mobilità. Il Mezzogiorno – ha sottolineato l’ex segretario generale della Cisl - sta dimostrando una straordinaria vitalità economica. Negli ultimi quattro anni ha registrato una crescita del Pil superiore rispetto ad altre aree del Paese, supportata da una ripartenza degli investimenti, dal rafforzamento dell'export e dal raggiungimento del massimo storico nel tasso di occupazione. Le Pmi rappresentano il cuore pulsante e il motore economico dello sviluppo meridionale» ha detto ancora Sbarra, evidenziando come la Calabria si collochi al secondo posto a livello nazionale nel primo trimestre del 2026 per nascita di nuove aziende. Dati che, per Sbarra, sono «il frutto di una strategia e di una visione che l'esecutivo Meloni ha messo in campo in questi quattro anni, sostenuta in modo determinante dalle risorse del Pnrr, dalla riforma della politica di coesione, dalla Zes unica e dagli incentivi per l'assunzione a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori svantaggiati».



