Dopo una mattinata improntata all’intelligenza artificiale, alla transizione energetica e al welfare, il pomeriggio della prima edizione del “Forum Mezzogiorno” promosso da Confapi negli spazi dell’Università della Calabria si apre con il panel “Internazionalizzazione: strumenti e opportunità per la crescita delle PMI”.

Un tavolo che si rivolge ad uno degli assi strategici del paese, che ad oggi, a causa dei conflitti internazionali in corso, e, di conseguenza del caro energia, rende sempre più difficoltoso l’approvvigionamento delle materie prime da parte delle piccole e medie imprese. L’aula Caldora gremita di esperti del settore ha ospitato anche la governance d’Ateneo e il Sottosegretario Luigi Sbarra.

Ad aprire i lavori del tavolo è stata Francesca Alicata, Direttore Relazioni esterne di Simest, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che da oltre 30 anni supporta l’internazionalizzazione delle aziende italiane, in particolar modo le PMI.

Dalla relazione della dottoressa Alicata si evince quanto per Simest sia fondamentale il ruolo della piccola e media impresa, al punto che la società ha inserito nel proprio piano strategico aziendale lo sviluppo delle aziende del Mezzogiorno e, per questo motivo, sono stati attivati numerosi strumenti a sostegno: «abbiamo cercato di capire quali sono effettivamente gli interessi reali delle aziende e così ci siamo aperti alle istanze e ai suggerimenti di alcune associazioni di categoria, tra cui Confapi, e da lì siamo partiti per cercare di migliorare».

Seduto al tavolo, seppure virtualmente, anche Renato Loiero, consigliere economico Presidenza del Consiglio dei Ministri, il quale ha affrontato le tematiche relative ai fondi PNRR destinati alla Zona economica speciale per il Mezzogiorno, “ZES unica”, che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.

I dati enunciati nella discussione inquadrano un sud Italia che tra il 2021 e il 2024 è cresciuto del 8,5% contro il 5,8% del centro nord, con ulteriori stime che indicano, peraltro, un ulteriore innalzamento delle percentuali nel biennio 2025-2026.

Il dottor Loiero, inoltre, elabora un’analisi sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i quali, dapprima, in maniera equivoca «sono stati scambiati semplicemente per una pioggia di denaro, ma non è così. Non sono fondi tradizionali, ma un programma “performace based” costruito intorno a target basati su risultati verificabili: un contratto di performance tra l’Europa e l’Italia».

Altro spazio di confronto e dialogo è nato dalla relazione di Pietro Goglia, direzione centrale Marketing e servizi all’Innovazione ICE, il quale con orgoglio rivendica quanto ad oggi non viviamo più un «Mezzogiorno piagnone», ma un Mezzogiorno che guarda al futuro, che guarda alla connettività, che guarda all’estero e di conseguenza accompagna le aziende verso l’estero: «l’export deve essere sempre un veicolo per esportare buoni principi, oltre che buoni prodotti e servizi».

I lavori sono conclusi a seguito dell’intervento del dottor Raffaioli, che per conto di SACE, ha elencato quali sono le strategie dell’azienda per il supporto delle PMI, ma, soprattutto, quali siano le fasi emotive degli uomini e delle donne che facendo impresa si affacciano ai mercati internazionali: «esistono due fasi: la prima è quella dell’entusiasmo, perché c’è un oceano blu di opportunità; la seconda fase è quella della complessità, dove l’incertezza e i rischi prendono il sopravvento». Proprio per facilitare questo percorso, SACE offre diversi strumenti, tra cui quello del Credito Fornitore, ovvero una protezione del fatturato quando vi è un committente estero.