Il 5 e 6 giugno illustratori, artisti, editori e creativi da tutta Italia si ritroveranno a San Lucido per la seconda edizione di Radici Festival dedicata all’illustrazione contemporanea
Tutti gli articoli di Eventi
PHOTO
In un tempo dominato dalla velocità, dalla connessione continua e dalla necessità costante di produrre, performare e restare visibili, fermarsi diventa quasi un gesto radicale. È da questa riflessione che nasce la seconda edizione di Radici Festival, l’evento dedicato all’illustrazione contemporanea che il 5 e 6 giugno trasformerà San Lucido in uno spazio di incontro tra arte, creatività, editoria e immaginari visivi contemporanei.
Il tema scelto per quest’anno è “Stop. Respira. Illustra.”, un invito a rallentare lo sguardo e a interrogarsi sul rapporto tra tempo, creatività e vita contemporanea. Non una semplice celebrazione nostalgica della lentezza, ma una riflessione più ampia sul modo in cui oggi si producono immagini, relazioni e cultura.
Per due giorni il borgo tirrenico ospiterà illustratori, designer, editori, professionisti e operatori culturali provenienti da tutta Italia, dando vita a un programma fatto di incontri pubblici, workshop, mostre, laboratori e momenti di confronto aperti anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo dell’illustrazione.
Il festival si aprirà venerdì pomeriggio con un panel dedicato proprio al tema del tempo e delle trasformazioni contemporanee, affrontato attraverso prospettive differenti: dall’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sui processi creativi alla necessità di immaginare modelli di sviluppo più sostenibili per i territori, passando per il rapporto tra uomo, natura e produzione culturale.
Un confronto che coinvolgerà architetti, ricercatori, professionisti e operatori culturali con l’obiettivo di costruire un dialogo accessibile, trasversale e profondamente contemporaneo.
Accanto agli incontri, Radici Festival ospiterà circa venti illustratori provenienti da diverse regioni italiane, protagonisti di workshop e attività formative dedicate sia agli autori emergenti sia agli appassionati. In programma laboratori sulla progettazione visiva, sulla stampa artigianale, sulle fanzine e una portfolio review curata da professionisti del settore.
Tra gli ospiti più attesi figura Massimo Sirelli, artista e designer tra i nomi più riconoscibili della scena creativa italiana contemporanea. Insieme a lui anche Giuseppe Talarico, illustratore e fondatore di The Calabreser, progetto editoriale che negli ultimi anni ha contribuito a raccontare la Calabria attraverso linguaggi pop e una nuova narrazione visiva del territorio.
Il loro incontro, “Calabria Pop”, proverà a ragionare proprio sul rapporto tra immaginario contemporaneo, identità locale e creatività visiva.
Tra gli ospiti del festival anche Matteo Sainato, direttore del Mudiac – Museo Diffuso di Arte Contemporanea di Catanzaro, impegnato nella costruzione di modelli culturali radicati nel territorio e diffusi nello spazio urbano.
Ampio spazio sarà dedicato inoltre all’editoria indipendente con la partecipazione di Coccole Books, casa editrice nata in Calabria e oggi presente nel panorama nazionale dell’editoria per ragazzi, protagonista di un confronto dedicato alle opportunità e alle criticità dell’editoria nel Sud Italia.
Presenti anche illustratrici e professioniste come Beatrice Bandiera e Fosca Vianello, coinvolte in incontri e laboratori dedicati all’autoproduzione, alla sperimentazione editoriale e ai linguaggi indipendenti.
Cuore visivo del festival sarà però la mostra “Stop. Respira. Illustra.”, costruita attorno alle opere di 93 illustratori provenienti da 44 città, 15 regioni italiane e 4 Paesi differenti. Un mosaico di sguardi e sensibilità che interpreta il tema della lentezza attraverso tecniche, estetiche e linguaggi molto diversi tra loro.
Ad arricchire il percorso espositivo sarà anche una selezione di opere provenienti dal Gran Salón México, una delle realtà internazionali più importanti dedicate all’illustrazione contemporanea. Dopo l’esordio dello scorso anno, Radici Festival continua così a crescere come spazio culturale capace di mettere in dialogo territori, comunità e professionisti attraverso il linguaggio delle arti visive.
Per due giorni San Lucido diventerà un luogo in cui concedersi qualcosa che oggi sembra sempre più raro: il tempo necessario per guardare davvero.

