Oltre 3mila messaggi su un forum di seduzione, tra ossessioni amorose e riflessioni estreme. La difesa conferma il nickname ma esclude legami con Chiara Poggi
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Garlasco, Sempio e i 3mila messaggi choc. Nel delitto di Garlasco spuntano nuovi elementi che aggravano il quadro attorno ad Andrea Sempio. Al centro ci sono oltre 3mila messaggi pubblicati tra il 2009 e il 2016 su un forum web dedicato alla seduzione, firmati con il nickname “Andreas”. Un profilo che, secondo la sua stessa difesa, apparteneva proprio all’allora 19enne amico del fratello di Chiara Poggi.
A confermarlo è stata l’avvocata Angela Taccia, che ha riconosciuto come riconducibili al suo assistito alcuni dei post circolati sui social e rilanciati in queste ore. Tra questi, uno del 30 novembre 2010, in cui Sempio racconta una “one-itis”, termine che indica una forma di ossessione amorosa: «L’unica volta in cui mi sono innamorato è capitato tra i 18 e i 20 anni». Un’ossessione durata quasi due anni, che lui stesso descrive come qualcosa di più vicino a una fissazione che a un sentimento reale.
I messaggi di Andreas: ossessione, sesso e frasi estreme
Nel forum “Italia Seduction” Sempio scrive per anni, affrontando temi legati alle relazioni, al sesso e alla difficoltà nel rapporto con le donne. In uno dei post più discussi, afferma: «Una ragazza fidanzata non è un ostacolo insuperabile». E aggiunge che alcune sarebbero “più disponibili a giocare” proprio perché protette dalla scusa del fidanzamento.
Ma è su altri passaggi che l’attenzione degli investigatori e dell’opinione pubblica si concentra.
In uno dei messaggi più inquietanti, Sempio scrive: «Razionalmente può essere un orrore ma dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, lo stupro è dimostrazione pratica della forza del maschio». Una frase che, isolata dal contesto o meno, resta di una violenza evidente.
In un altro intervento, citando lo stragista incel Elliot Rodger, scrive: «Mi ritrovo più nel ragazzino. Solo che io non avevo armi da fuoco ed ero troppo impegnato a drogarmi e a tagliuzzarmi». Parole che tracciano un profilo disturbato, fatto di ossessioni, frustrazioni e riferimenti estremi.
La difesa: “Non riguarda Chiara Poggi”
La difesa di Sempio prende le distanze dal collegamento diretto tra quei messaggi e l’omicidio di Chiara Poggi. L’avvocata Angela Taccia, intervenuta a Quarto Grado, è netta: «Io sono molto tranquilla. Mi ricordo benissimo della ragazza di cui si era invaghito, era più piccola di noi. Non c’entra nulla con Chiara Poggi».
Secondo i legali, quei post descriverebbero al massimo un giovane immaturo, alle prese con difficoltà relazionali. «Tuttalpiù ne esce il ritratto di una persona infantile», ha aggiunto l’avvocato Liborio Cataliotti.
Il peso dei messaggi nell’indagine
Resta però il fatto che questi contenuti emergono mentre la procura di Pavia indaga su un possibile movente legato a un rifiuto a un approccio sessuale.
Un’ipotesi investigativa che, seppur tutta da dimostrare, rende inevitabile il confronto con quei messaggi.
Non si tratta di prove. Ma in un’indagine costruita anche su indizi e ricostruzioni comportamentali, il contenuto di quei post diventa materiale da analizzare. Non per ciò che dimostra in modo diretto, ma per ciò che racconta di un certo modo di pensare, di relazionarsi, di vivere il rapporto con le donne. Continua a leggere su La Capitale.

