Dietro l’immagine patinata delle serate nei locali più noti della movida milanese, secondo la Procura di Milano, si sarebbe mosso un sistema ben organizzato capace di offrire anche servizi di escort a una clientela facoltosa, composta da imprenditori e da alcuni calciatori. L’inchiesta ha portato a quattro arresti domiciliari, ad alcune perquisizioni e a un sequestro preventivo da oltre 1,2 milioni di euro, disposto in funzione della confisca del profitto del reato.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Bruno Albertini e delegata al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, ruota attorno a una società con sede a Cinisello Balsamo, formalmente attiva nell’organizzazione di eventi. Per gli inquirenti, però, dietro quella copertura sarebbe stato costruito un business fondato sul favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con successivo autoriciclaggio dei proventi.

Quattro arresti domiciliari nell’inchiesta della Procura di Milano

Le quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state firmate dalla gip Chiara Valori. Al centro del provvedimento c’è un sodalizio che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe promosso e gestito un’attività illecita legata al reclutamento di donne da impiegare durante eventi e serate organizzate nei locali della notte milanese.

Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe agito con modalità strutturate, utilizzando una società di eventi come schermo formale per attività ben diverse da quelle dichiarate. Gli inquirenti contestano non solo il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, ma anche la successiva gestione dei proventi, ritenuti reimpiegati in un circuito di autoriciclaggio.

Il sequestro preventivo, superiore a 1,2 milioni di euro, rappresenta uno degli snodi principali dell’indagine, perché fotografa la dimensione economica che gli investigatori attribuiscono all’attività.

Il presunto sistema dietro la società di eventi

Le indagini sviluppate dalla Guardia di finanza di Milano, come emerge dagli elementi raccolti, avrebbero consentito di delineare un quadro ritenuto consistente sul modus operandi degli indagati. Secondo l’accusa, il vero fulcro del business non sarebbe stato l’allestimento di eventi in senso tradizionale, ma il reclutamento di donne, comprese escort di professione, disponibili a partecipare alle serate e, all’occorrenza, a fornire anche prestazioni di natura sessuale.

Le donne, stando alla ricostruzione investigativa, avrebbero alloggiato nei locali della stessa sede della società, per poi essere remunerate per trascorrere le serate con clienti selezionati. La clientela viene descritta come particolarmente facoltosa e pronta a spendere cifre molto elevate per appuntamenti e feste private da migliaia di euro.

In questo contesto, tra i frequentatori delle serate sarebbero comparsi, secondo quanto riferito nell’indagine, imprenditori e anche un numero significativo di calciatori.

I patrimoni e i guadagni sotto la lente della Guardia di finanza

Una parte rilevante dell’attività investigativa ha riguardato la ricostruzione dei patrimoni ritenuti accumulati illecitamente dall’organizzazione. Proprio su questo fronte la Guardia di finanza avrebbe rilevato una forte sproporzione tra le fonti reddituali dichiarate dagli indagati e le disponibilità economiche effettivamente emerse nel corso degli accertamenti.

Secondo gli investigatori, i redditi formalmente dichiarati non sarebbero risultati compatibili con il tenore economico ricostruito, tanto da far ritenere che le entrate fossero di fatto riconducibili quasi esclusivamente al business legato all’organizzazione degli eventi. Ed è su questa base che si inserisce la contestazione dell’autoriciclaggio dei proventi.