La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso sulla pena e rende irrevocabile la condanna per il concorso anomalo nell’omicidio del vicebrigadiere
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La condanna definitiva di Hjorth chiude sul piano penale uno dei passaggi più rilevanti del lungo iter giudiziario per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 nel quartiere Prati, a Roma. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso della difesa sulla pena, rendendo irrevocabile la condanna a 10 anni, 11 mesi e 25 giorni inflitta a Gabriele Natale Hjorth per il concorso anomalo nell’omicidio.
La decisione della prima sezione penale arriva al termine di un procedimento complesso, segnato da più passaggi in appello e da un nuovo esame limitato al trattamento sanzionatorio. Per Hjorth, dunque, diventa definitiva la pena già fissata nel terzo giudizio di secondo grado.
La decisione della Cassazione su Hjorth
I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa sulla quantificazione della pena. In questo modo la condanna pronunciata in appello diventa irrevocabile sotto il profilo penale, consolidando definitivamente la posizione di Hjorth nella vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Cerciello Rega.
La decisione risulta in linea con la richiesta formulata in udienza dalla procura generale, che aveva chiesto proprio la dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
Annullamento con rinvio sugli effetti civili e sull’aggravante
La Cassazione ha però disposto anche un annullamento con rinvio, circoscritto a due profili specifici: gli effetti civili della sentenza e la valutazione dell’aggravante relativa alla qualifica di pubblici ufficiali della vittima, Mario Cerciello Rega, e del collega Andrea Varriale.
Si tratta di un punto che non incide sulla definitività della responsabilità penale di Hjorth né sulla pena ormai irrevocabile, ma che comporterà un nuovo passaggio giudiziario limitato agli aspetti indicati dalla Suprema Corte.
Il terzo giudizio d’appello e la pena confermata
Il terzo giudizio di secondo grado si era concluso lo scorso luglio con la stessa condanna oggi divenuta definitiva: 10 anni, 11 mesi e 25 giorni. Quel processo era stato disposto dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza d’appello bis, limitatamente al trattamento sanzionatorio.
In quel precedente passaggio, tuttavia, era già stata resa definitiva la responsabilità penale di Hjorth. L’ultimo giudizio davanti alla Suprema Corte riguardava dunque il nodo della pena, ora definitivamente cristallizzata.
L’omicidio di Mario Cerciello Rega
La vicenda resta una delle più note e drammatiche degli ultimi anni. Il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega fu ucciso a coltellate nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 nel quartiere Prati, a Roma, durante un intervento che sfociò nell’aggressione mortale.

