a dura presa di posizione di Sinistra Italiana–AVS: responsabilità politiche e amministrative, richiesta di confronto ai commissari e un appello per una rinascita fondata sulla legalità
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Il Comune di Altomonte
«I fatti accertati dalla Commissione d’Accesso sono gravissimi», si legge nella nota diffusa da Sinistra Italiana – Alleanza Verdi Sinistra, che commenta lo scioglimento del Consiglio comunale di Altomonte disposto dal Governo. La relazione del Prefetto di Cosenza, osservano, parla chiaramente di decisioni politiche e amministrative che «hanno creato le condizioni ideali affinché la criminalità organizzata potesse incunearsi, direttamente e indirettamente». Un giudizio netto, condiviso – ricordano – dal Procuratore Generale di Castrovillari, dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalle Forze dell’Ordine.
Il partito rivendica di aver denunciato per anni «interessi privati, soprusi, imbrogli, incapacità amministrative, spese fuori controllo, clientele e leggerezze nella gestione della cosa pubblica», senza mai essere ascoltato. «Chi ha sbagliato paghi», affermano, sottolineando che le responsabilità dirette devono essere valutate dalla magistratura, mentre le responsabilità politiche richiedono prese di distanza chiare e non tardive.
Nel mirino finiscono gli amministratori che, in Giunta o in Consiglio, «hanno votato atti ora sotto la lente della Commissione, facendo finta di non capire o dimostrandosi inadeguati al ruolo». Una critica che prosegue anche nei confronti dei sostenitori delle ultime amministrazioni, accusati di aver ostacolato ogni tentativo di costruire un’alternativa e di cercare oggi «una nuova verginità politica», senza riconoscere errori o derive.
Un passaggio particolarmente duro riguarda la dimensione politica regionale: «L’Amministrazione sciolta era sostenuta da un Governo amico. Tutti si sono dileguati dopo aver chiesto fiducia in campagna elettorale».
Secondo Sinistra Italiana–AVS, Altomonte sta pagando «il periodo più buio e vergognoso della sua storia amministrativa». E ora, con l’arrivo dei commissari prefettizi, occorre evitare che i lunghi mesi di gestione ordinaria facciano precipitare ulteriormente il territorio. «Dobbiamo essere conseguenti – si legge – e riaprire un confronto serio per evitare il degrado istituzionale, economico e sociale che già da tempo aveva interrotto la crescita del paese».
Il partito regionale ha chiesto un incontro formale ai commissari, proponendo un percorso condiviso con forze politiche, associazioni, organizzazioni sociali e realtà produttive. L’obiettivo è discutere del mantenimento degli eventi culturali, delle politiche sociali, del completamento dei lavori pubblici, della gestione dei beni comuni e dei servizi essenziali per la cittadinanza.
«Bisogna tornare alla politica sana, che guarda agli interessi collettivi», affermano, annunciando che vigileranno affinché «si rispettino regole e legalità» e si costruisca un’alternativa fondata su un rinnovamento «generazionale e morale».
La nota si chiude con un auspicio amaro ma determinato: «Buon anno Altomonte. È tempo di ripartire davvero».

