Si accende il confronto politico sulla sospensione del bollo auto. Dopo che il centrosinistra ha rivendicato la paternità dell’intervento richiamando una proposta formulata da Pasquale Tridico durante la campagna elettorale regionale, arriva la replica di Angelo Brutto, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Calabria.

Secondo l’esponente di FdI, la proposta dell’europarlamentare del Movimento 5 Stelle e la misura approvata dal Governo non sarebbero sovrapponibili, soprattutto per le diverse competenze coinvolte e per le modalità individuate a copertura delle minori entrate.

La proposta avanzata da Tridico

Nel corso della campagna elettorale regionale, Tridico aveva proposto di sospendere il pagamento del bollo auto per i proprietari di autovetture con un Isee non superiore a 25mila euro, prevedendo un beneficio fino a un massimo di 250 euro.

Il centrosinistra ha quindi richiamato quella proposta dopo l’approvazione dell’intervento governativo, rivendicandone l’anticipazione sul piano politico. Una lettura contestata da Brutto, secondo il quale un’indicazione elettorale non può essere assimilata a una misura già approvata e dotata di risorse.

«Un piccolo dettaglio, che evidentemente qualcuno dimentica, è che una proposta elettorale e una misura concretamente approvata e finanziata non possono essere messe sullo stesso piano», sostiene il capogruppo di Fratelli d’Italia.

Il nodo delle competenze regionali

Nella ricostruzione proposta da Brutto, un primo elemento di distinzione riguarda la competenza normativa sulla tassa automobilistica. La disciplina sostanziale del tributo viene definita in larga parte dalla legislazione nazionale, mentre le Regioni possono intervenire entro limiti determinati.

Il capogruppo richiama, in particolare, un margine di manovrabilità pari al 10% e sostiene che la Calabria applichi attualmente il livello massimo di aumento consentito. Ricorda inoltre l’interpretazione della Corte costituzionale secondo cui tale margine potrebbe essere rapportato anche all’ammontare complessivo del gettito, anziché alla singola tariffa.

A titolo esemplificativo, Brutto osserva che, su un gettito complessivo di 150 milioni di euro, lo spazio di intervento sarebbe di 15 milioni. Eventuali riduzioni rivolte a specifiche categorie dovrebbero comunque rispettare i vincoli normativi e di bilancio.

Il confronto sulla copertura finanziaria

Il secondo elemento indicato da Brutto riguarda la provenienza delle risorse. La sospensione proposta da Tridico, sostiene l’esponente di FdI, avrebbe inciso sulle entrate della Regione e avrebbe richiesto una verifica preventiva sulla compatibilità finanziaria.

«Non basta annunciare una riduzione del bollo. Bisogna spiegare quanto gettito viene meno e con quali risorse si intende compensarlo», afferma.

Secondo quanto riferito dal capogruppo, la misura approvata dal Consiglio dei ministri prevede invece un ristoro statale destinato a compensare le minori entrate regionali. L’intenzione del Governo sarebbe inoltre quella di rendere l’intervento strutturale attraverso la prossima legge di bilancio.

Brutto: «Due operazioni differenti»

Per il rappresentante di Fratelli d’Italia, la differenza sarebbe dunque sostanziale: da una parte una proposta da finanziare con risorse regionali, dall’altra un provvedimento nazionale sostenuto da fondi statali.

«Rivendicare l’idea è facile. Un po’ meno è trasformarla in una misura concretamente applicabile, finanziata e sostenibile», dichiara Brutto, invitando Tridico a confrontarsi sulla fattibilità degli interventi e sulle relative coperture.

Il capogruppo respinge anche le critiche rivolte dall’opposizione al Governo Meloni e rivendica la scelta dell’esecutivo di intervenire sulla pressione fiscale in una fase economica complessa.