C’è un momento, nella vita politica delle piccole comunità, in cui la rottura svela qualcosa di più profondo di una semplice lite da palazzo. È quanto sta accadendo a Cassano All’Ionio, dove la durissima presa di posizione del Movimento ArticoloVENTUNO contro il proprio consigliere ed ex candidato a sindaco, Antonello Avena, travalica il singolo caso personale per marcare il confine tra responsabilità istituzionale e opportunismo. Prim’ancora dell’attualità, è anche opportuno ricordare ai lettori i numeri ottenuti nelle ultime consultazioni elettorali dove Antonello Mario Avena (Candidato Sindaco) ha ottenuto 894 voti (pari al 9,35% dei voti validi per i candidati sindaco) mentre la lista a sostegnoArticoloVENTUNO raggiungeva 694 voti (pari al 7,47% dei voti validi di lista).

Detto ciò, ancora, per comprendere il senso della nota diffusa da ArticoloVENTUNO, occorre fare un passo indietro. Da anni la città vive una stagione complessa, caratterizzata da un progressivo scadimento del dibattito pubblico e da un distacco sempre più marcato dei cittadini dalla cosa pubblica. È in questo solco di disincanto che il movimento ha cercato di accreditarsi come forza di rottura promettendo un’opposizione rigorosa, fondata sui fatti e non sulle convenienze del momento, capace di denunciare le storture amministrative senza cedere alla tentazione della sterile autoreferenzialità per risvegliare le coscienze, creare consapevolezza civica e proporre un metodo di governo radicalmente alternativo rispetto alle logiche del passato.

Un progetto collettivo ha però bisogno di gambe ed esponenti capaci di portarlo avanti. La scelta di candidare Antonello Avena alla carica di primo cittadino rappresentava il tentativo di dare un volto visibile a questo percorso. Nonostante le perplessità della prima ora, segnata da tentennamenti e battute d’arresto, il gruppo ha scelto di credere nell’uomo e nella sua capacità di incarnare il valore guida del movimento: il netto rifiuto del trasformismo politico. L’ironia della vicenda sta proprio qui. Avena, che dai palchi e nelle piazze attaccava gli avversari definendoli “giocattoli della convenienza”, si trova oggi accusato della medesima condotta. Il movimento descrive un lento e progressivo allontanamento, prima l’oscuramento del simbolo di ArticoloVENTUNO nelle uscite pubbliche, poi una laconica “autosospensione” via messaggio, fino al rifiuto di sottoporsi a un vero confronto democratico interno per chiarire le proprie posizioni.

Ciò che ha trasformato l’incomprensione in uno strappo definitivo è stata la virata di Avena verso i banchi della maggioranza. Per ArticoloVENTUNO si tratta di una scelta politicamente e moralmente incomprensibile. L’attuale esecutivo cittadino è infatti considerato dal movimento in forte affanno, paralizzato da criticità strutturali, dalla gestione del personale alle risposte ai bisogni primari della città, e a caccia di numeri in aula. In questo scenario, il passaggio del consigliere viene letto come un’operazione d’emergenza in cui le ambizioni personali si sono saldate con l’esigenza di un governo locale in cerca di una “stampella” consiliare. L’accusa verso l’ormai ex rappresentante non ammette dubbi, un’opposizione seria avrebbe continuato a incalzare e proporre soluzioni restando salda al suo posto, invece di correre in soccorso di chi oggi amministra.

Di fronte a questa dinamica, il movimento evita le scorciatoie burocratiche. Non chiede l’espulsione formale dal gruppo consiliare, che considera un atto oramai privo di significato, ma pone una questione di dignità politica e coerenza etica con le dimissioni immediate di Avena da consigliere comunale. Il principio sollevato è fondamentale, quel seggio in Consiglio non è una proprietà privata né il risultato di un cammino personale, ma il frutto del lavoro corale di candidati ed elettori che hanno creduto in un’alternativa. Venuta meno la lealtà al progetto originario, l’unica scelta rispettosa verso la città sarebbe la restituzione del mandato.

Nonostante l’amarezza per uno spettacolo che il movimento definisce desolante, la linea per il futuro è segnata. L’episodio viene vissuto come un passaggio di chiarificazione necessaria. ArticoloVENTUNO conferma la propria rotta continuando con una vigilanza inflessibile sui temi nodali, dai concorsi pubblici ai cantieri delle opere cittadine, e la disponibilità a votare a favore dell'Amministrazione solo ed esclusivamente quando saranno in gioco provvedimenti reali per il bene comune, mantenendo la schiena dritta e l'impegno esclusivo verso i cittadini di Cassano.