I due schieramenti sono ancora in alto mare. Molto dipende dall’incognita De Cicco ovvero se il consigliere regionale si candiderà in autonomia o sosterrà l’attuale sindaco. Il centrodestra ha in campo due ipotesi o un esponente della società civile o uno dei due consiglieri comunali Spataro o Spadafora
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Non ci sono solo le suppletive di Reggio Calabria o le Politiche. Questa primavera si voterà anche per il rinnovo di città importanti come Catanzaro e Cosenza. Nella città dei Bruzi il quadro politico si presenta particolarmente fluido. Il sindaco in carica, Franz Caruso, in una intervista rilasciata alla nostra testata si dice pronto alla ricandidatura sottolineando un percorso politico lineare in questi quattro anni e nessun fibrillazione politica. L’avvocato rivendica di aver messo in campo concretamente il campo largo, anche con una certa generosità. In effetti ha sempre avuto in giunta un assessore del M5s, Veronica Buffone che ha delega al Welfare, nonostante il suo partito non abbia rappresentanti in consiglio.
Il ragionamento del sindaco di Cosenza, però, è stato chiaro. La sua è una giunta politica che rispecchia l'alleanza che lo ha portato a vincere le elezioni dopo dieci anni di governo del centrodestra. Il problema però riguarda la crisi del maggiore alleato di coalizione ovvero il Pd cosentino. Il partito si presenta spaccato a metà, con continui cambi alla guida del gruppo consiliare e un pezzo del partito che è arrivato a chiedere la rimozione del vicesindaco Maria Locanto che per inciso è anche presidente regionale dem. Proprio questo pezzo vorrebbe una scelta di superamento che però ancora non si intravede all’orizzonte, mentre tutti aspettano il commissario che Roma dovrebbe mandare ad horas. Almeno è quello che ha promesso Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd, il 13 agosto scorso dopo essere venuto in città per provare inutilmente a fare sintesi fra le due fazioni. L’ex segretario provinciale, Matteo Lettieri, si era invece dimesso due mesi prima senza nemmeno essere riuscito a nominare l’assemblea provinciale. In questa situazione dire cosa farà il Pd alle prossime amministrative è quanto meno un azzardo.
Ancora più confusa la situazione nel centrodestra. Da poco i partiti hanno avviato un tavolo a livello provinciale. Sulla carta c’è la disponibilità del consigliere regionale di Forza Italia Pierluigi Caputo, ma la pista si sta di molto raffreddando. Anche quella di una scelta della società civile sembra perdere quota. Un nome che è girato molto è quello dell’imprenditore Sergio Mazzuca, ma lui ha dichiarato di non essere interessato. Altra ipotesi gettata sul tavolo è quella di Natale Mazzuca, vicepresidente nazionale di Confindustria con delega alle politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno. Il diretto interessato non ha né confermato né smentito. Intanto non tutti nei partiti sono d’accordo sulla soluzione civica. C’è chi preferisce un candidato “politico” in grado di offrire una visione di città frutto di elaborazione dei partiti. Così un pezzo di Forza Italia locale propone come candidato Michelangelo Spataro, consigliere comunale di lungo corso e già assessore a Palazzo dei Bruzi. Molto legato all’ex sindaco Mario Occhiuto, ha grande esperienza politica alle spalle e anche amministrativa avendo svolto per anni il ruolo di dirigente nella Pubblica Amministrazione.
Fratelli d’Italia invece è pronta a proporre il suo recordman di preferenze, il suo capogruppo a Palazzo dei Bruzi, Francesco Spadafora che da solo ha avuto mille preferenze alle ultime elezioni. Agente di Polizia, molto ben voluto soprattutto nei quartieri a sud della città è un profilo moderato capace di intercettare quel tipo di voto. Il presidente provinciale dei meloniani, Nicola Caruso, proporrà il suo nome agli alleati.
Sono naturalmente i prodromi di una discussione ancora lunga che ha nel mirino lui, il consigliere regionale Francesco De Cicco. In teoria alleato con Franz Caruso in pratica pronto, secondo alcune indiscrezioni, a correre da solo forte del suo consenso soprattutto nei quartieri popolari. Un consenso che in questi anni è cresciuto e lo ha portato fino ai banchi del consiglio regionale. In questo momento pur non avendo consiglieri comunali, il gruppo De Cicco può contare su due assessorati.
Non a caso nell’intervista rilasciata ad Antonio Clausi il sindaco Caruso dice «non mi aspetto gratitudine da nessuno. Chiedo lealtà. Abbiamo operato per 5 anni insieme in questo Comune, ritengo anche in modo positivo considerato che il suo consenso è cresciuto. Io ho avuto grande fiducia in lui per la gestione dei settori dove ha operato e le risorse messe a bilancio per la manutenzione gli hanno permesso di fare bene in città. Quindi non ho motivo di credere che possa battere sentieri differenti, anche alla luce di quella conferenza stampa dove l’espressione di convergenza sul sottoscritto fu chiara».
Parole chiare, ma i rumors fino a poco tempo fa dicevano che De Cicco era pronto a candidarsi in autonomia. È lui la lepre che i partiti cittadini, quanto mai in impasse, devono inseguire.


