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La realizzazione a Schiavonea del porto a secco al costo di 158mila euro, in quella che è sempre stata l’area dei pescatori della piccola pesca, sta facendo molto discutere. Per i disagi causati agli utenti della spiaggia e per il «metodo Stasi». Un modus operandi fermamente contestato dal consigliere comunale, oggi di opposizione ma con un passato in maggioranza, Mattia Salimbeni.
L’ex coordinatore giovanile di Forza Italia, oggi in Azione, si chiede perché se il progetto definitivo dell’opera sia stato approvato il 30 settembre 2021 ed ammesso a finanziamento regionale il 29 dicembre 2022, i lavori inizino ad agosto inoltrato. La risposta è piuttosto semplice, secondo lui: «A che tutti vedano».

«Il porto a secco – sostiene – è un’opera importantissima per la marineria e per i cittadini, ma dopo aver approvato il progetto definitivo a settembre 2021 ed essere stati ammessi al finanziamento regionale lo scorso dicembre 2022, far partire un cantiere sulla spiaggia solo il 12 agosto, con i bagnanti a mare e senza dare il minimo preavviso alla città, e in particolare ai pescatori, è davvero vergognoso».
«Conosco bene il metodo Stasi, me ne sono uscito disgustato perché lontano anni luce dal mio modo di concepire l’amministrazione pubblica. La bussola di questa amministrazione – sottolinea Salimbeni – non è il bene dei cittadini ma l’interesse elettorale: legittimo, sia chiaro, ma credo che un buon amministratore debba ritenerlo sempre secondario. Questo si traduce nel fare le cose “nel momento esatto in cui la gente possa accorgersene” e non, invece, quando questo risulti più opportuno. E allora eccoci le strade di Schiavonea asfaltate in pieno agosto, i lavori su Torrelunga programmati proprio per l’inizio dell’anno scolastico, i lavori per il porto a secco partito ad agosto 2023, con un ritardo di oltre due anni rispetto al progetto esecutivo». Per il giovane consigliere comunale, questa volta si è andati «veramente oltre».

