Nella rimodulazione di giunta e di deleghe in consiglio peserà il 19 dicembre. Si apre una nuova fase: cosa farà chi ipotizzava un altro candidato a sindaco alla luce delle parole di De Cicco («centrosinistra fallimentare, provo a rilanciarlo con DPM»)?
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Il rimpasto di giunta è alle porte, ma Franz Caruso e Francesco De Cicco sono già proiettati al 2027 quando Cosenza sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco. Poco più di un anno, al massimo 18 mesi. Tanto è bastato al primo cittadino e al consiglliere regionale, che lascerà il suo scranno in giunta a Gianluca Orrico presente oggi nel Salone di Rappresentanza, per indire una conferenza stampa e rilanciare la loro azione amministrativa. Hanno chiesto ufficialmente ai cittadini di valutare il loro operato in questo lasso di tempo che segue quello del risanamento economico dell’Ente.
Ufficiosamente, tuttavia, hanno indirizzato un altro messaggio che solo chi non vuol capire non avrà compreso: “noi ci siamo e siamo già in campo, se volete seguirci siete i benvenuti”. Era diretto agli alleati di centrosinistra, in particolare al Partito Socialista e al Partito Democratico con cui più di uno scambio di battute (eufemismo) si è registrato nelle ultime settimane. A Palazzo dei Bruzi è nata “Cosenza Futura”, un’alleanza proiettata alla prossima campagna elettorale che supera la coalizione che riportò il capoluogo a sinistra dopo i due lustri occhiutiani. E forse la archivia per come l’abbiamo conosciuta.
Paradossalmente, è la sinergia vincente del ballottaggio che sarà riproposta. Nel contenitore che si prospetta ci saranno i fedelissimi di Franz Caruso, le liste di Francesco De Cicco (le ha quantificate in cinque) e il Movimento 5 Stelle che nel 2021 supportò Bianca Rende. Qui si apre però un nuovo capitolo che riguarda il presente e il rimpasto di giunta. Dando per scontato che l’ex candidata a sindaco è ormai recuperata seppur in un perimetro di indipendenza, attende di capire se diventerà o meno presidente del Consiglio.
Dipende tutto dal colloquio che Caruso avrà con Nicola Irto. Il disegno è spostare Giuseppe Mazzuca a fare il vicesindaco, o quanto meno portarlo nella squadra di governo così da dare rappresentanza e dignità politica a tutta un’area ora priva di riferimenti. I democrat a quel punto dovrebbero liberare almeno una casella. Ma Damiano Covelli è diventato nel tempo una sorta di migliore amico del sindaco e Maria Locanto sta interessando mari e monti per non farsi defenestrare dopo appena un anno.
Non è una matassa semplice da sbrogliare, a differenza dell’imminente nomina di Rosario Branda con delega alle Attività Produttive (ora di Massimiliano Battaglia). Di pari, potrebbe incastrarsi un ulteriore tassello: un assessorato, possibilmente una donna, o qualche delega consiliare potrebbero essere destinate all’area (civica) rappresentata da Daniela Puzzo e Francesco Gigliotti. Anche perché saranno interessati dalla rivoluzione quasi tutti i consiglieri comunali.
Infine, ancora poco più di una settimana, e si capirà se il 19 dicembre, giorno della mancata approvazione del Bilancio, avrà strascichi o meno. Se dovessero esserci, sarebbero politicamente pesantissimi. Ma metterebbero un punto al passato. Caruso è stato chiaro: quella data funge da spartiacque tra il prima e il dopo.
Con la conferenza stampa odierna, sebbene nel resto della coalizione se ne minimizzi la portata, il sindaco ha messo in un angolo, per stanarli, quei partiti dove si annidano anime che hanno iniziato a pensare ad una campagna elettorale senza di lui. La mossa di De Cicco di fondare un partito («Con i miei Democratici Profressisti Meridionalisti rilancerò il centrosinistra oggi fallimentare») pone interrogativi seri. Anche perché in maniera ironica ha chiarito: «Mica sono del Pd, io». E non lo è più nemmeno quella che fino all’altro giorno era lista civetta dei democrat.


