Ha senso l’istituzione – o riattivazione – di un tribunale senza il rafforzamento degli organici di polizia giudiziaria? Quesito lecito, in giorni in cui la proposta di legge sulla revisione della geografia giudiziaria, passata al vaglio della commissione Giustizia del Senato, sta per giungere sul tavolo del Consiglio dei ministri, ed in anni difficilissimi per la Sibaritide, colpita da una recrudescenza criminale inaudita.

Rapani: «Serve uno sforzo sinergico»

«Partiamo dal un presupposto: sono convinto della necessità di un’azione sinergica tra i vari soggetti interessati – risponde così alla domanda il senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, peraltro relatore di quella proposta di legge -. È per questo oltre al ministero della Giustizia ho interessato dei problemi e dei fenomeni criminali infiltrati nella Sibaritide anche il ministero dell’Interno ed il capo della Polizia, Vittorio Pisani, e per conoscenza il procuratore della Repubblica del tribunale di Castrovillari, Alessandro D’Alessio col quale proporremo azioni comuni, il prefetto ed il questore di Cosenza, Vittoria Ciaramella e Giuseppe Cannizzaro».

Leggi anche ⬇️

«Stiamo lavorando ad una attenta valutazione del territorio, raccogliendo tutta una serie di dati utili a riassumere la giusta contezza della permeabilità criminale e le competenze delle forze dell’ordine in servizio sul territorio. E questo – spiega ancora Rapani – perché il presidio di giustizia in sé non risolve il problema se gli organici di polizia giudiziaria e del nucleo investigativo non sono e non saranno adeguati alle esigenze della piana di Sibari e di una città di 80mila abitanti». Insomma, per il senatore di Fratelli d’Italia, sin dal suo insediamento impegnato nella mission istituzione/riattivazione del tribunale di Corigliano Rossano, il palazzo di giustizia è necessario e fondamentale, di pari passo, però, con l’implementazione delle squadre investigative specializzate sul territorio.

«Nel frattempo – prosegue Ernesto Rapani – stiamo lavorando al potenziamento del tribunale di Castrovillari, perché le note inoltrate al ministero della Giustizia a firma del procuratore e del presidente del tribunale mettono in evidenza tutti una serie di carenze, tra spazi fisici insufficienti e personale non rispondente al carico di lavoro elevato. Così com’è, di fatto, il foro di Castrovillari non può più continuare ad operare e per questo da un lato va potenziato, dall’altro sgravato e alleggerito di lavoro, e questo può avvenire solo attraverso la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, quindi restituendo a Corigliano Rossano il suo tribunale».

A che punto è l’iter

Le speranze che Corigliano Rossano possa (ri)avere il suo tribunale, sono più che concrete. In primis perché il territorio risponde perfettamente ai criteri stabiliti dal disegno di legge. E poi perché il governo ha avocato a sé, per il tramite del sottosegretario Ostellari, la proposta “lavorata” in questi mesi in commissione Giustizia, per trasformarla il disegno di legge governativo. «Ciò significa – evidenzia Rapani – che il governo ha tutte le intenzioni andare fino in fondo, di rivedere le circoscrizioni e riattivare i tribunali chiusi ingiustamente».

Qualora il governo approvasse il testo elaborato dal comitato ristretto della commissione Giustizia del Senato, come proposto proprio da Ernesto Rapani, la legge agirebbe sui due fronti perché l’articolo 1 prevede sostanzialmente la riattivazione dei tribunali soppressi in possesso dei requisiti, mentre l’articolo 2 impegna il governo stesso a “controriformare” la geografia giudiziaria con una legge delega.

rapani condannato castrovillari calunnia

Anche in chiave politica, dunque, il governo Meloni sta imprimendo una accelerata sostanziale: l’assunzione del testo come iniziativa del governo impegna l’intera maggioranza, fornisce al provvedimento una corsia preferenziale che prevede anche una rapida approvazione da parte dei due rami del Parlamento, con i passaggi prima al Senato e poi alla Camera dei Deputati.

In definitiva, teoricamente basterebbe qualche mese per rimettere a posto le cose e restituire al territorio il suo presidio di giustizia, barbaramente scippato nel 2012, anche grazie alla “produzione” di «carte false», come dichiarato al tempo dal senatore Enrico Buemi.

La partita doppia Insomma, per contrare l’avanzamento della criminalità organizzata nella Sibaritide, la partita da giocare è doppia: ripristinare il presidio di legalità, rafforzare le forze dell’ordine e le squadre investigative. «Su questi due livelli stiamo agendo e lavorando, perché si elevi il commissariato di Corigliano Rossano a distretto di polizia e si inizi a valutare anche l’elevazione del reparto territoriale dei carabinieri in gruppo», conclude il senatore Rapani.