Non può che essere un corto circuito quello che si è verificato nelle scorse ore al comune di Corigliano Rossano. Nell’ambito dell’ufficio gare e appalti – quindi in una sfera non di sua competenza – il dirigente al settore 12 “Politiche europee e sviluppo strategico”, Giovanni Soda, con determina propria ha affidato un accordo quadro ad un unico operatore, per «il servizio di supporto al responsabile del procedimento per la fase di affidamento e di esecuzione di appalti pubblici che saranno espletati dal Comune di Corigliano Rossano attraverso il mercato elettronico della pubblica amministrazione», innescando la veemente reazione dei “titolari” interni all’ente.

Quello che pare abbia mandato su tutte le furie il dirigente dell’ufficio, Antonio Le Fosse ed il funzionario ad elevata qualificazione, Giuseppe Calabrò, è un passaggio della determina di Soda, secondo cui «vi è una carenza quali-quantitativa di personale in grado di poter assolvere a tali adempimenti in quanto l’unico dipendente in servizio in possesso delle specifiche competenze è impegnato in attività istituzionali e sta già operando sull’espletamento di vari concorsi pubblici».

E così i due Calabrò e Le Fosse avrebbero scritto non solo allo stesso Soda, ma anche al sindaco Flavio Stasi e, tra gli altri, al segretario generale Paolo Lo Moro nella sue triple vesti di responsabile dell’anticorruzione, segretario generale e coordinatore dei dirigenti e chiamato a dipanare una matassa che potrebbe finire su ben altri tavoli.

Soda, ingaggiato da Stasi quasi due anni fa – da sempre vicino a Mario Oliverio con incarichi alla Provincia di Cosenza ed in Regione – fa parte di quella schiera di dirigenti “nominati”, secondo l’ex art 110 del Tuel – e comma vari – per quello che è un modus operandi ormai abusato dal primo cittadino di Corigliano Rossano, ma contestato aspramente quando sedeva all’opposizione, a tal punto da denunciare alla Procura della Repubblica l’ex sindaco Stefano Mascaro per il solo fatto di aver iniziato una procedura simile di reclutamento, poi finita in un nulla di fatto.

Sostanzialmente sembra che il dirigente vicino al Pd cosentino si sia voluto dotare di un suo ufficio gare, sfiduciando a quanto pare i dipendenti comunali. Da qui la protesta di Le Fosse e Calabrò che invocando l’art. 21-octies della legge 241-1990, chiedono l’annullamento immediato per vizio di incompetenza. Peraltro, i responsabili dell’Ufficio gare e appalti dell’ente pare abbiano appreso dell’affidamento dell’accordo quadriennale – da 138 mila euro e quindi ben oltre i limiti della prima sindacatura Stasi che scadrà tra un anno – dall’albo pretorio comunale.