Il leader M5S definisce la legge di Bilancio «manovra di Halloween». Il testo prevede 6.974 posti in meno tra docenti e personale Ata dal 2027/28 e una rivalutazione pensionistica parziale sopra quattro volte il minimo. Il governo rivendica più risorse per la sanità; sulla difesa Conte contesta i margini di spesa previsti per il biennio
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Giuseppe Conte definisce la legge di Bilancio 2027 una «manovra di Halloween» e accusa il governo Meloni di aumentare le risorse per la difesa mentre riduce quelle destinate a scuola e pensioni. «È tempo di mandarli a casa», scrive il presidente del Movimento 5 Stelle nel suo intervento del 1° novembre, trasformando il confronto sui capitoli di spesa in una contestazione politica complessiva.
Il numero più forte è quello dei 14 miliardi aggiuntivi nel biennio per armi e difesa, così come lo presenta Conte. La cifra va però letta nel quadro della clausola di flessibilità richiesta dal governo: la documentazione parlamentare indica un margine fino allo 0,3% del Pil all’anno per la difesa nel 2027 e nel 2028, a cui si aggiunge un ulteriore 0,3% per la sicurezza energetica. È una possibilità di spesa su due ambiti distinti, non un unico stanziamento già interamente assegnato all’acquisto di armamenti.
Scuola: 6.974 posti in meno dal 2027/28
Il passaggio più concreto della polemica riguarda gli organici. L’articolo 66 del disegno di legge prevede, dall’anno scolastico 2027/28, 4.925 posti in meno per i docenti e 2.049 per il personale Ata, per un totale di 6.974. La relazione tecnica stima risparmi per 83,9 milioni di euro nel 2027 e 251,7 milioni annui dal 2028. Il dato riguarda i posti in organico: non equivale automaticamente alla chiusura dello stesso numero di classi.
Conte lega questa scelta alla sua proposta di destinare all’edilizia scolastica i 13,5 miliardi che indica per il Ponte sullo Stretto. È una proposta politica di riallocazione: le risorse per l’opera sono stanziate su più anni e vincolate a un progetto specifico, quindi spostarle richiederebbe una nuova decisione legislativa e finanziaria. Il confronto resta comunque efficace sul piano pubblico: come distribuire le priorità tra infrastrutture e servizi scolastici?
Fratelli d’Italia respinge la lettura dell’opposizione. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami sostiene che la rimodulazione discenda dagli impegni assunti con il Pnrr dai governi precedenti e dal calo demografico degli studenti; contesta inoltre l’etichetta di «taglio alle cattedre» e richiama il costo del Superbonus. La riduzione numerica degli organici è prevista dal testo; il dissenso riguarda soprattutto le ragioni della misura e le sue conseguenze sul servizio scolastico.
Anche il fronte sindacale chiede di valutare l’effetto concreto sulle scuole. L’UGL contesta la riduzione degli organici; la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha osservato che la diminuzione degli alunni potrebbe essere usata per avere classi meno numerose e più tempo pieno, invece di tradursi in meno personale. È il punto che la schermaglia tra Conte e Bignami rischia di lasciare sullo sfondo: come cambia la qualità della scuola?
Pensioni e sanità: cosa prevede la manovra
Sulle pensioni il testo interviene sulla rivalutazione degli assegni: quella piena è riconosciuta fino a quattro volte il trattamento minimo Inps; oltre questa soglia la percentuale scende progressivamente, fino al 32% per gli importi superiori a dieci volte il minimo. La relazione tecnica stima risparmi lordi pari a 14,2 miliardi in dieci anni. Non si tratta di un taglio nominale dell’assegno, ma di un adeguamento all’inflazione meno generoso per le pensioni più alte rispetto alla rivalutazione piena.
Sulla sanità il governo rivendica invece un aumento: il Fondo sanitario nazionale dovrebbe crescere di 3,4 miliardi, raggiungendo 146,3 miliardi nel 2027. Di quell’incremento, un miliardo era già previsto dalla manovra precedente; sono inoltre indicati 1,6 miliardi per il voucher destinato agli over 75, una misura distinta dal Fondo. Conte giudica le risorse insufficienti, mentre sindacati e operatori chiedono che gli stanziamenti si traducano in personale e servizi effettivi. Il confronto, dunque, non è soltanto sulla somma annunciata, ma su quanta parte sia nuova e su quali bisogni riesca davvero a coprire.
La legge di Bilancio è all’avvio dell’iter parlamentare e il testo può ancora essere modificato. Per Conte, la manovra offre l’occasione per riportare il M5S sui temi della protezione sociale e contendere al Pd la guida dell’opposizione; per Meloni, la sfida è dimostrare che la disciplina dei conti possa convivere con benefici visibili per famiglie, pensionati e servizi pubblici. La partita sul 2027 è già entrata nel lessico politico, ma la sua credibilità dipenderà dai numeri definitivi e dai loro effetti fuori dal Parlamento.



