Venerdì scorso il congresso cittadino del Partito Democratico di Rende ha eletto Ettore Morelli nuovo segretario. I democrat hanno così chiuso definitivamente la fase di commissariamento durata oltre due anni ed avviato una nuova fase. Il direttivo sarà composto da: Giuseppe Ciardullo, Eleonora Ienaro, Antonio Santelli, Rosanna Filice, Danilo Santelli, Orsola Ritacca, Pietro Imbrogno, Roberta Vitaro, Gianpaolo Grillo, Giuseppe Marino, Anna De Rose, Fernando De Rango, Pina Ioele, Ernesto Salituro, Lina Infusino.

Morelli ha proposto la creazione di un circolo che possa diventare la “casa del cittadino”, un luogo di confronto permanente tra partito e comunità, aperto al contributo dell’Università, dei giovani, dei professionisti, degli operatori economici e sociali, dei sindacati, delle associazioni e degli enti del territorio. Nella nostra intervista, parte proprio da questo punto.

Da neo segretario quale sarà il primo argomento che il suo circolo vorrà affrontare?
«Il primo tema sarà ricostruire un rapporto stabile e credibile tra il Partito Democratico e la città. Dopo oltre due anni di commissariamento, la priorità è riaprire il circolo e farne un luogo vivo di confronto e ascolto, una vera “casa del cittadino”. Partiremo dai bisogni concreti di Rende: lavoro, servizi, politiche sociali, giovani e università. È da qui che il PD deve tornare a svolgere un ruolo politico centrale».

In Comune il Pd è all’opposizione, ma tra i tesserati del circolo ci sono elementi di spicco della maggioranza. Come intende trovare una sintesi?
«Il Partito Democratico non nasce per amministrare le divisioni, ma per costruire soluzioni politiche. Oggi il PD è all’opposizione in Consiglio comunale, ma il nostro orizzonte non può essere la semplice contrapposizione. Attraverso un confronto serio e nel tempo con le forze del centrosinistra e con il sindaco Principe, lavoreremo alla costruzione di una piattaforma politica comune, capace di unire il campo progressista a livello cittadino e a ogni livello istituzionale. Il circolo sarà il luogo in cui questo confronto potrà maturare in modo trasparente e responsabile».

Come si pone in relazione alla sfiducia in essere nei confronti del segretario Lettieri e della nuova maggioranza che si è creata in Federazione?
«Non condivido la scelta di una sfiducia presentata a soli sei mesi dall’elezione del segretario Lettieri, soprattutto alla luce di motivazioni che appaiono più pretestuose che politiche. Il Partito Democratico ha bisogno di sana dialettica politica, e non di battaglie tra compagni attraverso la strumentalizzazione delle norme statutarie e regolamentari. In vista delle provinciali e della campagna referendaria da affrontare nei prossimi mesi occorre ritrovare lo spirito unitario ed archiviare i personalismi. L’esperienza di Rende dimostra che l’unità richiede tempo, ascolto e responsabilità: qui il confronto è stato anche complesso, ma ha portato a una mozione unitaria e a una ripartenza condivisa. È questo lo spirito che auspico venga recuperato anche a livello federativo».

Il circolo di Rende porterà avanti iniziative per il No alla riforma della giustizia? Se sì, quali?
«Sì, riteniamo la riforma della giustizia un tema di grande rilevanza democratica. Il circolo di Rende promuoverà iniziative pubbliche di approfondimento e informazione, coinvolgendo giuristi, accademici, rappresentanti dell’avvocatura e della società civile. Non si tratta di propaganda, ma di offrire ai cittadini strumenti per comprendere una riforma che rischia di indebolire l’equilibrio dei poteri e le garanzie costituzionali. Il Partito Democratico deve tornare a essere un presidio di partecipazione e cultura democratica».