Il clima interno al Partito Democratico cosentino resta teso dopo il nuovo rinvio dell’assemblea provinciale e la presa di posizione della Commissione Nazionale di Garanzia sul congresso cittadino di Rende. Due vicende intrecciate che stanno segnando una fase particolarmente delicata per il Pd Cosenza.

L’assemblea provinciale del Pd Cosenza rinviata per la terza volta

Per la seconda volta l’assemblea provinciale del Pd Cosenza è stata rinviata. La decisione è stata comunicata agli iscritti dalla presidente provinciale Francesca Branchicella, d’intesa con il segretario Matteo Lettieri. Nella nota inviata ai componenti del consesso democrat si fa riferimento a una serie di motivazioni politiche e organizzative. In primo luogo l’imminenza di due appuntamenti considerati cruciali, il rinnovo del Consiglio provinciale e l’elezione del presidente della Provincia fissati per l’8 marzo, oltre al referendum sulla giustizia fissato per il 22 e 23 marzo. Secondo la presidente, il partito è chiamato in questa fase a garantire il massimo sostegno ai candidati e a promuovere le ragioni del No, evitando ulteriori tensioni interne.

A ciò si aggiungono le avverse condizioni meteorologiche che hanno interessato diversi comuni della provincia, impegnando numerosi amministratori locali nella gestione delle emergenze. Una situazione che, secondo i vertici, renderebbe difficile assicurare una partecipazione ampia e serena all’assemblea. Tuttavia il rinvio interviene in un passaggio politicamente sensibile. All’ordine del giorno vi sarebbe stato infatti il confronto sulla mozione di sfiducia sottoscritta da 32 membri dell’assemblea nei confronti del segretario Matteo Lettieri.

Le aree che hanno firmato il documento contestano con forza l’ennesimo slittamento, ritenendo necessario un chiarimento politico definitivo nella sede statutaria competente. La sensazione diffusa tra i firmatari è che si stia semplicemente rinviando una resa dei conti ormai inevitabile.

La posizione della Commissione nazionale sul congresso di Rende

Parallelamente si è registrato l’intervento della Commissione Nazionale di Garanzia del Partito Democratico, presieduta da Stefania Gasparini, in merito al congresso del circolo di Rende celebrato a inizio gennaio. La Commissione nazionale, riunita in via telematica il 19 febbraio 2026, ha esaminato tre ricorsi relativi alla convocazione e alle modalità di svolgimento del congresso rendese. Tra questi anche quello presentato dallo stesso segretario provinciale insieme ad altri dirigenti.

Nel merito l’organismo ha confermato la legittimità della delibera regionale nella parte in cui aveva rilevato l’irregolarità della composizione della Commissione provinciale di Garanzia di Cosenza, eletta con tre membri anziché cinque come previsto dallo Statuto regionale. Si tratta di una disposizione ritenuta inderogabile, la cui violazione determina la decadenza dell’organo e l’invalidità degli atti adottati dalla sua elezione.

Allo stesso tempo la Commissione ha accolto integralmente i ricorsi della mozione Le Fosse e annullato alcuni punti delle delibere regionali, in particolare quelli relativi alla delimitazione dell’elettorato attivo e alla convocazione diretta del congresso da parte dell’organo di garanzia, giudicata eccedente rispetto alle sue attribuzioni. È stata inoltre richiesta alla Commissione regionale un’informazione dettagliata sull’eventuale svolgimento del congresso del circolo di Rende, rinviando ogni decisione definitiva sulla sua validità che appare molto a rischio.

Il doppio livello di tensione, politico da un lato e statutario dall’altro, contribuisce ad accentuare una fase di incertezza nel Pd Cosenza. Tra il rinvio dell’assemblea e i rilievi della Commissione nazionale, il partito è chiamato ora a sciogliere nodi interni che rischiano di pesare anche sull’azione dei prossimi appuntamenti elettorali.